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Carabinieri, in mostra a Roma i capolavori recuperati dall’Arma FOTO

ROMA – Da Van Gogh alla lettera di Cristoforo Colombo, da un’edicola di Palmira in Siria fino a un disegno di Modigliani.  Decine di opere d’arte diverse per epoca, luogo di origine e storia. Decine di opere però con un valore artistico e patrimoniale straordinario e tutte con un tratto in comune. Sono patrimoni dell’umanità restituiti al pubblico, in questi ultimi anni, grazie al lavoro dell’Arma dei Carabinieri. A Roma, da oggi 14 luglio, è infatti aperta al pubblico la mostra “L’arma per l’arte e la legalità“. L’allestimento, visitabile gratuitamente a Palazzo Barberini (Roma) fino al 30 ottobre 2016 (Chiuso il lunedì), mette insieme tutte le opere recuperate in questi ultimi anni dall’Arma.

Dalla scoperta di scavi clandestini fino al setaccio meticoloso di aste e vendite private, passando per veri e propri blitz nei magazzini dei ricettatori, l’Arma è riuscita a restituire a musei e legittimi proprietari i capolavori esposti da oggi a Roma. L’auspicio del ministro Enrico Franceschini, presente all’inaugurazione, è che si possa in tempi brevi allestire un museo permanente dei tesori recuperati dall’Arma.

Spiegano gli organizzatori della mostra:

In questo cammino finalizzato alla diffusione della cultura della legalità, il pubblico sarà assistito da pannelli che, realizzati dall’Università di Roma Tre, caratterizzano l’inedito percorso didattico, recando:
le storie delle indagini che hanno consentito il recupero dei beni;
le caratteristiche storico-artistiche delle opere e, per i reperti archeologici, delle funzioni che gli oggetti avevano nel mondo antico;
consigli al cittadino sul comportamento da tenere in caso di ritrovamenti fortuiti, acquisiti di beni culturali, furti di opere d’arte.

Si tratta della più grande esposizione al Mondo, per quantità e qualità dei beni, interamente dedicata ai risultati di un reparto specializzato nella tutela del patrimonio culturale.
Tra i beni in mostra, vi sono opere:

significative recuperate nel tempo (tele di Cézanne, Van Gogh, Guercino, etc.);
già presentate recentemente alla stampa nella Capitale (dipinto di Gauguin, lettera di Cristoforo Colombo, tela del Canaletto, etc.);
rese note in conferenze stampa tenutesi in altre Regioni (430 beni nuragici recuperati in Svizzera, 5 sculture lignee recuperate a Torino, etc.);
inedite: un disegno del Modigliani, un dipinto del pittore caravaggesco detto “Carlotto”, una kylix ad occhioni, attribuita al pittore di Andokides, nonché gli ultimi elementi mancanti del Mitra Tauroctono.
Opere inedite in mostra

Kylix
Qualche giorno fa, è rientrata da Monaco di Baviera, una kylix ad occhioni, attribuita al pittore di Andokides.
L’attività investigativa, avviata per contrastare lo scavo illecito e il commercio di reperti, consentì il sequestro di altri beni mentre un intermediario viterbese si recava nella Capitale per piazzare un’anfora scavata illecitamente.
Le indagini hanno permesso di identificare 27 indagati con ruoli differenti, facenti parte di un’organizzazione composta da tombaroli, ricettatori e trasportatori, impegnati nelle fasi del processo criminale: dal procacciamento dei reperti in Etruria Meridionale all’esportazione in Germania.
Analizzando i contatti dell’intermediario e verificando il canale del traffico illecito, si riusciva ad individuare la persona che, oltralpe, deteneva alcuni beni già esportati illecitamente. Grazie al recepimento di una richiesta di assistenza giudiziaria in materia penale, l’eccezionale kylix in mostra è rientrata in Italia.

Dipinto raffigurante “mezzobusto di Bacco con uva e coppa di vino”
L’olio su tela che raffigura un “mezzobusto di Bacco con uva e coppa di vino”, del pittore caravaggesco Loth Johann Carl detto il “Carlotto”, è stato rubato, nel 1986, in un palazzo nobiliare a Rieti.
L’attività investigativa è scaturita dalla segnalazione del dipinto in una televendita di opere d’arte.
Esperiti i necessari accertamenti, si è giunti a dimostrare la perfetta corrispondenza dell’opera in vendita con quella provento del furto e questo, nonostante il pesante restauro, la sostituzione del telaio e la conseguente riduzione delle dimensioni: tutte operazioni che hanno reso particolarmente difficile l’attività identificativa.

Disegno di Amedeo Modigliani
Nell’ambito delle consuete attività di controllo dell’attività dei mediatori d’arte, i Carabinieri del TPC sono stati attratti da uno splendido disegno del valore stimato in 500.000 €, che veniva proposto in vendita a Roma.
Il bene è stato fotografato e, immediatamente, verificato: l’opera era da ricercare, in quanto rubata, nel 1995, ad un’importante famiglia di galleristi parigini.
Il disegno, pertanto, è stato sequestrato e il proprietario, arrivato dalla Francia, l’ha riconosciuto per quello sottratto.
Ora, a ritroso, si procederà nel verificare i passaggi di proprietà del bene per risalire ai responsabili del furto e delle successive ricettazioni.

Mitra Tauroctono
A seguito del recupero della splendida scultura raffigurante il Dio Mitra, in procinto di essere trasferito in Svizzera, durante le ricerche archeologiche nell’area dello scavo clandestino, furono rinvenuti alcuni degli elementi mancanti del gruppo marmoreo.
Nonostante ciò, ne mancavano altri, conferendo alla scultura un aspetto parzialmente mutilato.
Venivano pertanto avviate nuove indagini tese ad accertare se sul mercato clandestino dei beni archeologici fossero stati proposti altri frammenti riconducibili al Mitra.
Venivano così monitorati alcuni soggetti già attenzionati nella zona del rinvenimento e, durante un’attività tecnica, veniva accertato l’intendimento di uno di questi di commercializzare le parti mancanti della scultura.
Durante la perquisizione domiciliare, venivano rinvenuti e sequestrati: il braccio con la spada, la coda del toro con terminazione a spiga e un serpente, che completano il gruppo scultoreo con tutti gli attributi mitologici.

 

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  • Disegno di Modigliani
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