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Iris Berardi: come teste da Berlusconi “solo” 4900 € al mese

MILANO – Iris Berardi, la modella brasiliana imputata a Milano assieme a Silvio Berlusconi e altre 22 persone per il caso cosiddetto ‘Ruby ter’, “prendeva più soldi dall’ex premier quando non era ancora diventata testimone nei processi, anzi quando lo è diventata, in sostanza, ci ha rimesso perché è passata da una media di circa 5500 euro al mese ad una media di 4900 euro al mese“. Lo ha spiegato il legale della ragazza, l’avvocato Andrea Buondonno, davanti al gup Laura Marchiondelli nell’udienza preliminare, dedicata agli interventi delle difese di alcune giovani che hanno preso parte alle serate di Arcore e ora sono imputate per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari.

In sostanza, da quanto si è saputo, i difensori di sei giovani, tra cui anche Alessandra Sorcinelli e Marysthelle Polanco, hanno, in sostanza, spiegato al gup milanese che le loro assistite vanno prosciolte perché i soldi ricevuti dall’ex Cavaliere, anche lui accusato di corruzione in atti giudiziari, non erano il prezzo della corruzione ma “solo liberalità” che, tra l’altro, le ragazze percepivano già da molti anni, anche prima di diventare testimoni per il caso Ruby. L’udienza preliminare proseguirà il prossimo 27 maggio.

La difesa di Berardi, in particolare, ha spiegato che tra il 2010 e il novembre del 2011, prima di assumere la qualifica di testimone nei processi sul caso Ruby (Berlusconi è stato assolto in via definitiva), la modella ha percepito in totale 123mila euro, ossia “quasi 5.500 euro al mese” dal leader di FI. Quando è diventata teste, invece, ha chiarito il legale, “ha ricevuto meno soldi, circa 4900 euro al mese di media, quindi carte alla mano e facendo questi conti – si è chiesto il legale – come si può dire che si sia trattato di corruzione?”.

Per il procuratore Pietro Forno e per i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, invece, Berlusconi avrebbe comprato con “oltre 10 milioni di euro” in totale il silenzio o la reticenza di Ruby e delle altre ragazze passate dalle feste di Arcore al banco dei testimoni. Nella scorsa udienza gli inquirenti hanno ribadito la richiesta di processo per l’ex premier e per gli altri 23 imputati a Milano. Il gup, poco prima e sempre nella scorsa udienza, aveva trasmesso per competenza territoriale in altri 6 Tribunali gli atti relativi a sette posizioni, tra cui quella di Mariano Apicella.

Posizioni che concorrono tutte con Berlusconi nel reato di corruzione in atti giudiziari. Le difese (hanno parlato, tra gli altri, anche i legali di Ioana Visan e Raissa Skorkina), oltre a spiegare che alcune ragazze ricevevano soldi da Berlusconi anche dal 2005, hanno sollevato davanti al gup alcune eccezioni procedurali, tra cui, ad esempio, anche questioni legate alle difficoltà di accesso al fascicolo che conta circa 40mila pagine di atti. Il prossimo 27 maggio parleranno altre difese, tra cui i legali di Karima El Mahroug e dell’ex difensore della marocchina, l’avvocato Luca Giuliante. Il 20 giugno, invece, parlerà la difesa di Berlusconi. Non si sa ancora se in quella data arriverà anche la decisione del gup o se ci sarà un rinvio ad un’altra udienza.