Blitz quotidiano
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Renzi international sindrome Berlusconi? Noia, smorfie VIDEO

ROMA – Renzi international problemi in vista? Smorfie, sbadigli, segni di noia. Torna l’incubo che con Berlusconi ha appannato l’immagine dell’Italia nel concerto mondiale? Matteo Renzi in versione internazionale sembra soffrire della sindrome di Berlusconi, non regge la prova internazionale.

Le ultime immagini da Washington, dove Renzi ha partecipato alla edizione 2016 del Nuclear security summit, alimentano il timore: il video della foto di gruppo dei capi di governo di tutto il mondo mostra un Renzi a disagio, irritato forse per essere finito in terza fila, proprio sotto la detestata Mogherini, dietro un paio di signori più alti di lui che lo nascondono in mezzo all’obiettivo. È vero che due file sotto, proprio in linea retta, c’è il presidente Usa Barack Obama, ma Obama è il focus della scena, sorride e saluta. Dietro c’è il povero Renzi, impettito, impacciato, che guarda di traverso da qualche parte a sinistra dietro l’obiettivo.

A un certo punto del video Renzi apre la bocca, sembra uno sbadiglio, può essere un ciao, in coincidenza con il saluto degli altri capi di governo, tutti che agitano la manina, come facevano le folle italiane dalle piazze collegate in diretta tv agli albori della televisione in Italia. Renzi non saluta, non muove la mano, apre la bocca di storto, come quando al bar di Rignano sull’Arno diceva ciao a qualche antipatico. Poi scattano la foto e anche Renzi alza la mano ma lo sguardo è perso, non si capisce cosa stia cercando di vedere.

Poi al momento di lasciare la sala della foto, si prende a spintonate con il collega che lo precede, scherzando, finalmente ridendo, ma è una scena più da istituto nautico che da forum dei leader mondiali. Poi caracolla verso l’uscita, sembra quasi che in bocca abbia una gomma da masticare, si stira un po’ il vestito addosso e esce.

La scena, che si aggiunge all’inglese maccheronico e alla infelice pronuncia che hanno i toscani, fa tornare a flash il ricordo di Berlusconi, riporta alla memoria un altro summit mondiale, il G20 del 2009 di Londra, quando Berlusconi voleva fare una foto con Obama e chiamava a gran voce il presidente Usa “Mister Obamaaaaa” tanto da irritare la Regina Elisabetta che strillò stizzita: “Who is that man”, chi è quell’uomo, cosa ha da gridare?