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Stepinac santo o mostro ustascia? Scontro Croazia-Serbia

ROMA – Stepinac santo o mostro ustascia? Scontro Croazia-Serbia. “La decisione del Tribunale di Zagabria di annullare la sentenza dell’arcivescovo Alojzije Stepinac è assolutamente vergognosa e orribile, e vuole cambiare la storia”. Lo ha detto oggi il direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, Efraim Zuroff, alla Radio della Repubblica Serba in Bosnia. Un tribunale croato ha annullato, venerdì scorso, la sentenza di condanna a 16 anni di carcere emessa nel 1946 dal regime comunista contro l’allora arcivescovo di Zagabria, Alojzije Stepinac, accusato di collaborazionismo con il regime filofascista degli ustascia croati durante la seconda guerra mondiale.

 

Secondo Zuroff, lo scopo dell’annullamento del verdetto è di negare i crimini del leader religioso cattolico che ha sostenuto il regime degli ustascia, ha elogiato la sua costituzione e servito come prete alla sua leadership. La figura di Stepinac è da anni al centro di dissidi e dispute tra la chiesa cattolica croata e quella ortodossa serba. Dai cattolici croati è visto come un martire per la libertà di confessione e come un fautore del mantenimento delle radici cattoliche in Croazia durante il comunismo.

In Serbia è criticato per la sua fedeltà al regime degli ustascia, resosi colpevole di atroci persecuzioni e uccisioni di serbi ed ebrei o di forzate conversioni di migliaia di ortodossi. In Vaticano la causa per la sua santificazione è praticamente conclusa, ma la sua proclamazione a santo è stata per ora bloccata in attesa delle conclusioni di una commissione mista di cattolici-ortodossi che ha iniziato i lavori due settimane fa e di cui fanno parte autorevoli rappresentati delle due chiese. La commissione è stata voluta da papa Francesco. Fu Pio XII a nominarlo cardinale nel ’53 (senza peraltro conferirgli la porpora di persona perché Stepinac fu costretto dapprima ai lavori forzati poi agli arresti domiciliari tanto che non partecipò al Conclave che elesse Giovanni XXIII).

Fu Papa Wojtyla nel ’98 ha promuoverne la canonizzazione. La Croazia era tornata nazione da 7 anni (anche grazie all’appoggio del Vaticano che la riconobbe per prima) in seguito alla dissoluzione della ex Jugoslavia. Che Stepinac appoggiò sin dall’inizio il regime spietato, razzista e settario di Ante Pavelic, fantoccio di Hitler e riconosciuto solo dalle potenze dell’Asse, non è in questione. Meno pubblicizzati, ma ben documentati dalle ricerche storiche, sono le prese di posizione contro le persecuzioni croate degli ebrei (se possibile ancora più violente della burocratica opera di sterminio attuata dalle SS) quando pubblicamente pronunciò omelie nel ’43 in cui condannava senza appello le teorie razziste.