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VIDEO YOUTUBE Code e traffico, la guida per evitare ingorghi. Basta un guidatore che…

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ROMA – Lo dice la scienza: basta un solo guidatore, almeno in certi casi, a causare un ingorgo. E allo stesso modo un solo guidatore può evitare che l’ingorgo stradale si crei o diventi peggiore. A patto che il guidatore in questione faccia esattamente il contrario di quello che siamo abituati a fare in un momento di traffico intenso. Il segreto è essere controintuitivi: nel traffico siamo abituati a cambiare corsia, occupare tutto lo spazio possibile, andare a strappi e frenate brusche. E invece il segreto è il contrario: lasciare spazio, andare a una velocità lenta e costante.

La teoria, come riporta Anna Meldolesi per il Corriere della Sera, è stata elaborata da uno scienziato di Seattle. Spesso imbottigliato nel traffico, l’ingegnere elettronico William J.Beaty, ha iniziato a studiare gli ingorghi. E ai suoi studi ha dedicato anche un sito web, trafficwawes.org.

Beaty non è stato il primo a occuparsi scientificamente di traffico. In situazioni di traffico intenso si può creare facilmente il meccanismo della cosiddetta “onda di pressione”. Spiega il Corriere:

  il flusso (del traffico, ndr) si rompe fatalmente anche a seguito di oscillazioni casuali, quando qualche conducente un po’ più nervoso degli altri non riesce a mantenere la velocità costante ma accorcia troppo le distanze e poi è costretto a frenare. Il risultato è l’equivalente di un’onda di pressione che si ripercuote sull’andatura degli altri veicoli con un effetto domino.

L’intuizione di Beaty è stata quella di considerare auto e traffico come fluidi e provare “sul terreno” diverse soluzioni. Negli ingorghi ha guidato ogni volta in modo diverso ottenendo risultati sorprendentemente diversi. I risultati migliori li ha ottenuti andando piano, evitando di frenare e non occupando tutto lo spazio. Così, ovvero facendo tutto quello che di norma non facciamo, il flusso resta scorrevole. E il solo rischio è quello di beccarsi qualche colpo di clacson da chi è meno paziente.  Inutile e dannoso anche il continuo cambio di corsia. Spiega ancora il Corriere della Sera:

Come spiega un classico studio pubblicato su Nature, si tratta di un’illusione creata da diversi fattori. Ad esempio influisce il fatto che tendiamo a guardare più avanti che dietro, perciò i veicoli che superiamo escono subito dal nostro orizzonte visivo mentre quelli che ci superano restano visibili a lungo. La psiche umana, inoltre, è più sensibile alle perdite che ai guadagni, dunque registra meno intensamente i sorpassi effettuati di quelli subiti.