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Corea del Nord lancia nuovi missili: uno è il potente Musudan

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PYONGYANG – Nuovi test missilistici della Corea del Nord. Martedì 21 giugno Pyongyang ha effettuato un test balistico a lungo raggio vicino a Wonsan ed un secondo lancio di missile a medio raggio Musudan, ma uno dei due sarebbe fallito. I lanci sono stati confermati dal ministero della Difesa della Corea del Sud, che non ha però precisato di che tipo di razzi si tratti.

Il primo lancio sarebbe avvenuto alle 5:58 ora locale, ha confermato il comando militare della Corea del Sud, e dalle prime indicazioni sembrerebbe che il missile si sia disintegrato nel mare del Giappone: una tesi confermata dal Pentagono. Un secondo lancio si sarebbe verificato a distanza di due ore dal primo tentativo.

Il missile Musudan ha una gittata tra i 2.500 e i 4.000 km ed è in grado di raggiungere la Corea del Sud e il Giappone, ma anche basi militari statunitensi nel Pacifico, fino all‘isola di Guam.

“I militari di Suel e Usa stanno ancora effettuando analisi sull’intera vicenda”, ha affermato una fonte di Seul all’agenzia Yonhap, secondo cui il leader nordcoreano Kim Jong-un avrebbe assistito di persona al doppio lancio.

Con quelli di ieri sono sei i test effettuati dal 15 aprile, giorno del compleanno del fondatore della Corea del Nord Kim Il-sung, di cui solo uno con parziale successo. I Musudan, sviluppati sugli SS-N-6 di fabbricazione sovietica, avrebbero una gittata fino a 4.000 km, ma continuano a essere un’incognita per l’intelligence di Usa e Corea del Sud.

LA CONDANNA DI GIAPPONE E USA – Il Giappone ha espresso una protesta formale dopo i lanci di missili da parte della Corea del Nord. Il premier Shinzo Abe ha detto che i tentativi del regime di Pyongyang “non possono essere più tollerati”.

Parlando ai giornalisti, il ministro della Difesa Gen Nakatani ha manifestato profondo rincrescimento e ribadito che i lanci, oltre a violare le risoluzioni delle Nazioni Unite, rappresentano “un atto provocatorio”. Il Giappone già da lunedì aveva segnalato delle operazioni attorno alla base di Wonsan, nella costa orientale del Paese comunista, e aveva dato ordine alle forze di auto difesa di neutralizzare eventuali minacce di missili balistici sul proprio territorio.

Anche gli Stati Uniti hanno condannato “con forza” i test missilistici nordcoreani di ieri e dei mesi scorsi, fatti “in esplicita violazione” delle risoluzioni Onu, come ha sottolineato John Kirby, portavoce del Dipartimento di Stato americano. Sono “provocazioni”, si legge in una nota, che rafforzano l’impegno della comunità internazionale a risolvere la questione delle “attività proibite” di Pyongyang, anche con l’ulteriore stretta delle esistenti sanzioni del Consiglio di Sicurezza. “Vogliamo sollevare le nostre preoccupazioni all’Onu e consolidare l’impegno internazionale per avere la Corea del Nord responsabile di queste provocazioni”, ha aggiunto Kirby, secondo cui gli Usa ribadiscono la volontà di difendere gli alleati, Corea del Sud e Giappone inclusi, di fronte alla portata di “queste minacce. Siamo pronti a difendere noi e i nostri alleati da qualsiasi attacco e provocazione”.

 

 

 


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