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Ettore Scola, camera ardente e funerale: la Loren commossa

ROMA – Ettore Scola, camera ardente e funerale: la Loren commossa. Lo aveva immaginato così il suo funerale: una festa tra amici e familiari, una cerimonia laica e poche lacrime. Chissà se Ettore Scola avrà sorriso da lassù ascoltando i tanti interventi sul palco del teatro all’aperto della casa del cinema di Roma, dove è stato posto il suo feretro. A ricordare il regista scomparso sono arrivati in tanti: Carlo Verdone e Giuseppe Tornatore, il fratello Pietro, Stefania Sandrelli, Paolo Virzì, Giuliano Montaldo, Walter Veltroni, il ministro Dario Franceschini. Tutti hanno ricordato il suo ironico cinismo che, unito alla straordinaria dolcezza, hanno trasformato l’uomo in maestro. Nelle sue ultime volontà Scola ha chiesto un funerale divertente, in linea con quella che è stata la sua vita, ma “per essere davvero divertenti – ha detto Tornatore dal palco – i testi avrebbe dovuto scriverli lui”.

L’OMAGGIO DI MATTEO RENZI – “Un grandissimo italiano che ha segnato la vita di intere generazioni, non soltanto di qualcuno. Credo che fosse giusto e doveroso, non soltanto rendergli omaggio, ma tributare a lui e alla sua produzione un particolare ricordo . Parlando con la sua famiglia e con Walter Veltroni, penso che sarà bello trovare le forme più discrete e giuste per ricordare questo straordinario maestro”, ha detto il premier lasciando la Casa del Cinema.

D’Alema, era appassionato, intelligente, ironico –  Per Massimo D’Alema, Ettore Scola è stato “un vero artista e intellettuale, un indiscutibile grande protagonista del cinema e della cultura italiana, poi c’è anche il ricordo di lui come grande militante della sinistra”. Massimo D’Alema ha parlato così uscendo dalla camera ardente per il regista alla Casa del cinema di Roma, dove era arrivato da pochi minuti anche Matteo Renzi a cui D’Alema sembra aver lanciato una frecciatina: “Ettore era appassionato, intelligente, ironico e anche capace di cogliere le debolezze e gli snobismi degli Italiani. Poi è stato anche una straordinaria persona, un uomo generoso, amichevole, attento agli altri, cosa che non è comune ad un grande maestro. Spesso questi sono malati di egocentrismo, lui invece non aveva questo difetto”.

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Prima del funerale, alla camera ardente c’era stato un flusso costante di gente comune e protagonisti del mondo del cinema, della politica e della società, da Sophia Loren che si era  commossa a Giancarlo Giannini, da Giorgio Napolitano a Laura Boldrini. ”Conoscevamo naturalmente la grandezza di papà, ma ci ha stupito questo amore planetario per lui che è arrivato da tutte le parti, anche da paesi come gli Stati Uniti, la Francia, la Germania – ha detto Silvia Scola, figlia del regista, che insieme alla sorella Paola e alla madre Gigliola dalle 10.30 fino alla chiusura alle 18, è rimasta ad accogliere parenti e amici – Papà ci lascia molto di più di quello che si porta via e quindi dobbiamo essere contenti”. Il feretro era al primo piano, in sala Deluxe, ricoperto di fiori. Accanto due corazzieri con la corona di rose bianche e rosse del Presidente della Repubblica Mattarella, e dall’altra parte lo striscione rosso con scritto ‘Ciao Maestro – I lavoratori di Cinecittà’ (foto Ansa, video LaPresse).

 

 

 

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