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Migranti, Mattarella contro i muri: Salvini attacca e Maroni si dissocia

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ROMA – Il “no ai muri” espresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla questione migranti ha fatto reagire duramente Matteo Salvini. Una reazione così colorita che persino il leghista Roberto Maroni si è dissociato. Il presidente della Repubblica è stato ospite del meeting di Comunione e Liberazione e ha detto:

«Nessuno può augurarsi che si verifichino spostamenti migratori sempre più imponenti, ma così rischia di avvenire se ci si illude di risolvere il problema con un “vietato l’ingresso” e non governando il fenomeno con serietà e senso di responsabilità», dice Mattarella. «Ci può soccorrere, permettendo di governarlo in sicurezza, soltanto il principio che ci si realizza con gli altri. Che vuol dire far crescere – sul serio e presto – possibilità di lavoro e di benessere nei Paesi in cui le persone hanno poco o nulla, perché, in concreto, il loro benessere coincide pienamente con il nostro benessere», conclude. «L’attitudine dei giovani a diventare protagonisti della propria storia costituisce l’energia vitale di un Paese. Questa spinta vale più di qualunque indice economico o di borsa. La nostra società sta invecchiando e ci sono rischi oggettivi che le potenzialità dei giovani vengano compresse. Dobbiamo scongiurare questo pericolo che minaccia la nostra, come altre, società», prosegue il capo dello Stato. «Anche per questo – rileva – in un tempo di cambiamenti epocali come il nostro è necessario prestare attenzione e dar spazio alla visione dei giovani. Senza farci vincere dalle paure. Dalle paure antiche e da quelle inedite. Attenti a non cadere nell’errore di ritenere nuove false soluzioni già vissute e fallite nel breve Novecento. Non ci difenderemo alzando muri verso l’esterno, o creando barriere divisorie al nostro interno. Al contrario».

A quel punto Salvini ha commentato, come riporta il Messaggero:

«No, complice di scafisti, sfruttatori e schiavisti». Impavido, il leader della Lega conclude con l’hashtag #Mattarella clandestino. E su Salvini si scatena un diluvio di critiche, dalle quali non sembra astenersi neppure il compagno di partito Roberto Maroni. Il quale, dopo aver cominciato con una lode al sindaco leghista di Bondeno che ha diffidato i suoi concittadini dall’accogliere profughi contrariamente all’invito della Prefettura, è sembrato prendere atto del proprio ruolo istituzionale di presidente della Lombardia e del fatto di trovarsi ieri a Rimini sullo stesso palcoscenico del capo dello Stato, per prodursi in una inversione a U. Interrogato sulle parole di Salvini, Maroni rispondeva: «Non commento i commenti. Sto a quello che ho sentito. Mattarella ha detto delle cose condivisibili».

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