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Amanda Knox assolta: non calunniò polizia

Amanda Knox è stata assolta dall'accusa di avere calunniato alcuni agenti che indagavano sull'omicidio di Meredith

PERUGIA – Il tribunale di Firenze ha assolto con formula piena Amanda Knox dall’accusa di avere calunniato alcuni agenti della squadra mobile di Perugia che indagavano sull’omicidio di Meredith Kercher. Delitto al quale la giovane americana, insieme a Raffaele Sollecito, è stata definitivamente dichiarata estranea dalla Cassazione.

In particolare la Knox era accusata di calunnia per avere sostenuto di essere stata ‘forzata’ dagli investigatori a dire che era stata nella casa dell’omicidio insieme a Patrick Lumumba, che fu coinvolto nell’inchiesta proprio a causa delle frasi dell’americana e poi riconosciuto estraneo alla vicenda. Il procedimento avviato dalla procura di Perugia era stato poi trasmesso a Firenze in quanto tra le persone offese dal presunto reato ci sarebbe stato anche il pm Giuliano Mignini titolare dell’indagine sull’omicidio Kercher.

Per la Knox il pm del capoluogo toscano aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi di reclusione. I suoi difensori, gli avvocati Luciano Ghirga, Carlo Dalla Vedova e Tommaso Ducci ne avevano invece sollecitato l’assoluzione. Richiesta accolta dal tribunale.    Con i suoi legali la Knox, da tempo tornata negli Usa, si è detta “molto soddisfatta e contenta per l’assoluzione”.

“Mi hanno rubato 4 anni di vita, chiederò i danni”. Amanda Knox aveva commentato così, nel settembre scorso, le motivazioni della sentenza della Cassazione che l’aveva scagionato insieme all’ex fidanzato Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher.

“Mi sono fatta quattro anni di carcere, quattro anni precisi, anzi quattro anni meno due giorni e questi di sicuro non me li ridarà indietro più nessuno. Ma è l’unico cruccio. Per il resto oggi sono contenta, contentissima e voglio dire grazie, grazie, grazie a lei avvocato Ghirga come ho già detto grazie all’avvocato Dalla Vedova. Sì, sono felice”.