Cronaca Italia

Ancona, sindacalista attacca la sua azienda su Facebook: licenziato in tronco

Ancona, sindacalista attacca la sua azienda su Facebook: licenziato in tronco

Ancona, sindacalista attacca la sua azienda su Facebook: licenziato in tronco

ANCONA – Un sindacalista ha attaccato la sua azienda su Facebook, scrivendo commenti e accuse in un gruppo chiuso. Le voci però corrono e così quando l’azienda ha saputo dei suoi post sui social l’ha licenziato in tronco. La storia di Emiliano Fava, il sindacalista licenziato, arriva da Ancona e inizia lo scorso 24 agosto, quando l’uomo viene raggiunto dal primo provvedimento disciplinare per aver accusato di incompetenza in una mail un ex dirigente del cantiere Palumbo.

Pierfrancesco Curziu sul quotidiano Il Resto del Carlino scrive che tra mail cariche di rabbia e post provocatori su Facebook, al quarto richiamo ufficiale per il responsabile Rsu e della Sicurezza del cantiere Palumbo è arrivato il licenziamento. Il sindacalista però ha impugnato la decisione davanti la Direzione territoriale del lavoro e in caso di esito sfavorevole della pratica, dovrebbe riassumere il dipendente e pagare una serie di penali:

“Il primo provvedimento disciplinare risale al 24 agosto scorso, quando Fava (la nuova proprietà aveva acquisito il cantiere dopo l’offerta vincolante, al termine del percorso di concordato preventivo del 2016), in una mail indirizzata all’azienda aveva dato dell’incapace ad un dirigente della Isa, poi assorbito da Palumbo. La Fiom aveva deciso di non impugnare quella sospensione: «In effetti certe parole potevano essere risparmiate – afferma Emiliano Fava, supportato ieri dal calore dei colleghi all’uscita del cantiere, guardato a vista dalla vigilanza privata -, sebbene la sostanza fosse chiara. Non ci siamo opposti perché sembrava fosse possibile arrivare ad un accordo con l’azienda, anche sulla buonuscita. Invece le cose sono precipitate, anzi è iniziata una vera partita di caccia contro di me. Le altre sospensioni sono arrivate per delle frasi scritte su un gruppo chiuso tra noi operai ed impiegati ex Isa. Qualcuno le ha fatte arrivare alla direzione».

In un post Fava chiamava i lavoratori alla battaglia per tutelare i diritti al lavoro, dopo il silenzio dell’azienda su commesse, carichi di lavoro e rotazione della cassa integrazione. In un altro si firmava polemicamente con le sue generalità e la cifra 60mila euro, ossia la cifra in ballo per la sua buonuscita: «Secondo l’azienda – spiegano Giuseppe Ciarrocchi e Tiziano Beldomenico, segretari regionale e provinciale della Fiom – Fava avrebbe messo in atto questa strategia solo per veder aumentare la sua buonuscita. Inoltre avrebbe tenuto comportamenti lesivi per l’azienda e i suoi lavoratori. In realtà l’obiettivo della Palumbo è azzerare i sindacati interni, mettere a tacere ogni protesta. Ci siamo attivati per denunciare questo comportamento antisindacale. I 50 dipendenti che hanno deciso di firmarela lettera della direzione e di restare al lavoro, alle condizioni del padrone, si stanno pentendo»”.

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