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Andrea Loris Stival, Veronica Panarello a processo con rito abbreviato?

RAGUSA – Il destino di Veronica Panarello si conoscerà oggi, lunedì 20 giugno. E’ fissata per questa mattina la prima udienza al Tribunale di Ragusa quella in cui il gup Andrea Reale deciderà se la mamma del piccolo Loris Stival andrà a processo con rito abbreviato. La decisione è subordinata all’esito della perizia psichiatrica cui è stata sottoposta la donna. Il gup ascolterà i due periti Eugenio Aguglia e Roberto Catanesi che hanno valutato la capacità di intendere e di volere di Veronica.

Parte del contenuto della perizia era già stata resa nota dal settimanale Giallo, che riportava alcuni stralci delle oltre cento pagine compilate dai due psichiatri e depositate in Procura: “Veronica Panarello ha tratti disarmonici della personalità”, ma è in grado di intendere e di volere. “Il giorno dell’omicidio di suo figlio Loris, era lucida, coerente e consapevole”.

I due esperti spiegano che la donna “presenta tratti disarmonici della personalità”, “un certo grado di labilità emotiva” e una “instabilità delle espressioni affettive”. La sua personalità ha “tratti istrionici, alimentati da un nucleo narcisistico che orienta una lettura soggettiva di fatti e giudizi sulle persone in maniera fortemente egocentrica, autocentrata”. Ma, sottolineano i periti, “il complesso di elementi clinici e psicodiagnostici raccolti non consente di mettere in luce disturbi mentali clinicamente rilevanti”. Secondo i due esperti, l’imputata è inoltre “in grado di partecipare coscientemente al processo”. Perché le sue “attuali condizioni psichiche le consentono di comprendere oggetto e contenuto delle imputazioni, oltre a consentirle di argomentare circa le accuse che le sono mosse”, ed è “in grado di esporre i fatti di cui è a conoscenza”. Anche dalla risonanza magnetica alla testa non emergono dati che possono incidere visto che i medici considerano l’esito dell’esame “nei limiti della norma” e che la morfometria “non rileva alterazioni dello sviluppo corticale”.

Ai periti Veronica Panarello ha raccontato della sua presunta relazione con il suocero Andrea Stival, che nega ogni coinvolgimento, di Loris che “voleva raccontare tutto a papà”. E la sua ultima verità: il suocero che avvolge il filo del computer attorno al collo del bambino e lo uccide mentre lei era terrorizzata e immobile per il panico: “C’ero e non c’ero…”. Poi quella che lei definisce la rimozione: era “come se non fosse successo nulla”. L’essersi autoconvinta che Loris fosse andato a scuola. Fino a quando va in cimitero per un omaggio al figlio e all’improvviso ricorda tutto. E dopo avere detto la sua verità afferma: “Il mio incubo è finito, è terminato.. mio figlio avrà la pace e la giustizia che merita”. Anche se lei teme che chi ha ucciso Loris “la farà franca e chi non lo ha fatto pagherà”.

Una tesi non condivisa dai periti nominati dell’avvocato Francesco Villardita, che difende l’imputata. “Sarà una semi battaglia abbiamo diversi dubbi” sulla perizia disposta dal Gup ha detto poco prima dell’inizio dell’udienza, l’avvocato Francesco Villardita, che mette, soprattutto, al centro della contestazione, la risonanza magnetica funzionale eseguita alla testa dell’imputata. “I nostri consulenti – osserva il penalista – danno una valutazione diversa su quella dei periti”. Alla domanda dei cronisti se l’analisi dei suoi periti incide sulla facoltà di intendere e volere di Veronica Panarello, il legale è stato possibilista, ma ha sottolineato, “non in maniera assoluta”.

Veronica ha avuto la perizia, conferma il penalista, “ma  non ha avuto alcuna reazione, ne ha preso atto”. “L’ho trovata migliorata sul piano fisico – aggiunge Villardita – e oggi è presente in aula per seguire il processo. Ha annunciato l’intenzione di fare dichiarazioni spontanee per raccontare la sua verità, ma non credo che lo farà oggi”.

Nel corso dell’udienza, inoltre, potrebbe spuntare un video che la difesa di Veronica Panarello ha depositato con relativa perizia di parte alla Procura di Ragusa: nella perizia si sostiene che dalle registrazioni video agli atti dell’inchiesta si intravede una “sagoma scura”, che sarebbe quella di un uomo, nell’auto con la quale la donna fece rientro nella sua abitazione di Santa Croce Camerina poco prima del delitto.

Veronica Panarello, dopo avere cambiato più volte versione, ha sostenuto che il figlio sarebbe stato ucciso dal suocero, Andrea Stival, con il quale aveva una relazione extraconiugale, perché il bambino avrebbe minacciato di rivelare tutto al padre. La perizia, tuttavia, non sarebbe in grado di identificare con certezza l’uomo che si troverebbe in auto insieme alla donna. L’avvocato Villardita ha anche rivelato che la Procura di Ragusa contesta i risultati della perizia, sostenendo che quella sagoma “sarebbe frutto di un errore”

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