Cronaca Italia

Daniele Centioni rapinato in villa: “Mi ha sparato come in una esecuzione”

Daniele Centioni rapinato in villa: "Mi ha sparato come in una esecuzione"

Daniele Centioni rapinato in villa: “Mi ha sparato come in una esecuzione”

CIVITANOVA MARCHE (MACERATA) – Daniele Centioni, imprenditore di Civitanova Marche di 53 anni, non è sfuggito solo ad una rapina, ma anche ad una vera e propria esecuzione. Lo ha raccontato lui stesso al Resto del Carlino, ricostruendo dal letto di ospedale in cui è ancora ricoverato quello che ha passato la sera di sabato 13 maggio, quando un uomo ha fatto irruzione in casa sua e gli ha puntato una pistola contro per rapinarlo.

Centioni è stato ferito da un colpo di pistola alla testa, ma si è ripreso meglio di quanto i suoi stessi familiari potessero sperare. E’ stato lui a voler parlare con i giornali, chiedendo di “scrivere di questa vicenda perché non deve succedere più a nessuno”.

 

Centioni ha ricostruito il momento in cui ha visto il rapinatore nel giardino della sua villa nelle Marche:

“Ero appena tornato a casa. Quando sono sceso dall’auto il rapinatore mi è venuto incontro puntandomi la pistola. Mi ha fatto gettare a terra tutti i documenti che avevo con me e, tenendomi la pistola contro la schiena, mi ha spinto verso casa. Aveva sfondato una finestra con un piccone. Ero da solo. Non ho potuto vederlo in faccia perché aveva il volto coperto dal casco integrale. Ripeteva ‘figlio di p*****a, oro, figlio di p*****a, soldi’. Dall’accento doveva essere romeno o serbo”.

Centioni ha spiegato di non essere stato picchiato, ma “torturato da dietro”:

“Mi spingeva con l’arma puntata alla schiena. Sapevo che era una pistola perché me l’aveva mostrata appena sono sceso dall’auto”.

Ma il momento peggiore, ricorda, è stato quando

“mi ha detto ‘andiamo sul prato’. Gli ho detto ‘io non ce l’ho la cassaforte, non ce l’ho i soldi, non ce l’ho l’oro. Perché dobbiamo andare sul prato?’”.

In quel momento l’imprenditore ha pensato che il rapinatore volesse ucciderlo.

Ed è quello che ha tentato di fare. Scrivete tutto, perché non accada a nessun altro quello che è successo a me. Chiedo giustizia, che la giustizia funzioni. Perché nessuno debba vivere quello che sto vivendo io, soprattutto il dolore che sto sentendo ora perché è terribile, veramente terribile”.

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