Cronaca Italia

Foto Vip rubate, Gianluca Neri assolto: “La Rai mi ha condannato prima del processo”

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Foto Vip rubate, Gianluca Neri assolto: “La Rai mi ha condannato prima del processo”

MILANO – “La Rai mi ha condannato prima del processo”. Così Gianluca Neri, ex imputato insieme a Selvaggia Lucarelli e Guia Soncini nel processo per le foto rubate ai vip sette anni fa, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Legge o Giustizia” su Radio Cusano Campus. Il blogger commenta le motivazioni della sua assoluzione, pubblicate di recente dal Tribunale Ordinario di Milano. “Sette anni per una vicenda così risibile – si sfoga –  riguardante delle foto di compleanno, si poteva risolvere in altro modo. Per sette anni diverse persone hanno lavorato su questo caso: mi sembra eccessivo”.

Prima dell’uscita delle motivazioni qualcuno aveva detto che gli imputati erano stati assolti per dei cavilli. Il Giudice, invece, ha demolito l’impianto accusatorio: “Il Giudice si è spinto più in là – sottolinea Neri – dicendo che se anche fossimo stati incriminati per altri reati saremmo stati comunque assolti. Molti giornalisti hanno politicizzato questa vicenda. Quando ho letto col mio legale queste motivazioni abbiamo avuto la sensazione che qualcuno nei Tribunali ci avesse ascoltato. Noi in questi sette anni abbiamo spiegato tante cose ma sui giornali non veniva riportato nulla. Queste motivazioni dicono che siamo stati creduti”.

Come siete finiti in mezzo a questa vicenda? “È tutta una concatenazioni di eventi. Se finisci in questo macchinario vieni macinato. Non ti chiedi perché durante il tragitto fino a che non ti trovi dentro la scatola. Mi sono trovato “Le Iene” sotto casa, chi conduceva le indagini passava le carte all’esterno. L’opinione pubblica ci ha condannati da tempo. Io ho perso persone e lavori. Conducevo un programma su Radio 2 e da un momento all’altro mi è stato tolto”.

Farai causa alla Rai? Gli domandano i conduttori di Radio Cusano Campus: “No. La Rai è un servizio pubblico e non è giusto che faccia queste cose. Forse non avevano il diritto di farlo ma lì ho degli amici e capisco che poteva esserci dell’imbarazzo. Rimane il fatto che non è stato giusto. Mi hanno condannato prima delle udienze”.

 

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