Cronaca Italia

Gasdotto Tap, riprende eradicazione ulivi: ancora tensioni a Melendugno

Gasdotto Tap, riprende eradicazione ulivi: ancora tensioni a Melendugno
Gasdotto Tap, riprende eradicazione ulivi: ancora tensioni a Melendugno

Gasdotto Tap, riprende eradicazione ulivi: ancora tensioni a Melendugno

LECCE – Prima le due bombe carta esplose nella notte tra 31 marzo e 1° aprile davanti all’albergo dove dormono anche gli agenti che “scortano” i lavori del gasdotto Tap. Poi il nuovo sit-in organizzato davanti al centro di stoccaggio di Masseria del Capitano. A Melendugno riprende l’eradicazione degli ulivi per la realizzazione del gasdotto Tap e i manifestanti del No Tap sono già schierati. La tensione resta alta.

Dopo due giorni di stop sono ripresi a sorpresa all’alba nel cantiere Tap a San Foca di Melendugno i lavori di eradicazione degli ulivi lungo il tracciato dove dovrebbe essere installato il microtunnel del gasdotto. La ripresa degli espianti, dopo la sospensione decisa dopo li scontri dei giorni scorsi tra dimostranti no Tap e forze di polizia, era stata annunciata per lunedì 3 aprile. Il via libera alla ripresa degli espianti è stato comunicato nella tarda serata di venerdì 31 marzo alla Tap dalla Questura di Lecce e dall’area sono già stati portati via venti ulivi.

Già dalle 6:00 la zona è presidiata da ingenti dispiegamenti di agenti in tenuta anti-sommossa. Presidiati gli accessi delle strade lungo la strada provinciale. Sotto presidio anche il centro di stoccaggio di Masseria del Capitano dove vengono messi a dimora gli ulivi espiantati per poi essere nuovamente reimpiantati e proprio lì davanti si sono riuniti i manifestanti No Tap.

Al folto gruppo di manifestanti si è unita anche la protesta spontanea di numerosi cittadini del comune salentino. Tutti insieme stanno sbarrando l’accesso al sito dove vengono portati dai camion gli ulivi espiantati. La polizia si sta schierando in vista di uno sgombero dell’area e le tensioni sono già palpabili.

Nella tarda serata del 31 marzo qualcuno ha fatto esplodere due bombe carta davanti all’uscita secondaria dell’hotel Tiziano di Lecce, dove hanno dormito i giocatori del Lecce calcio e i poliziotti impegnati nei servizi di vigilanza al cantiere Tap di Melendugno. Le esplosioni non hanno provocato danni e sono state distintamente avvertite dagli ospiti dell’albergo.

Gli investigatori seguono due piste: o un segnale che è stato dato dalle frange estreme della tifoseria alla squadra di calcio del Lecce o un avvertimento che qualcuno ha voluto dare ai poliziotti impegnati nei servizi di sicurezza davanti ai cantieri Tap di Melendugno, da giorni presidiati da manifestanti che protestano contro la realizzazione del gasdotto.

 

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