Cronaca Italia

Giuseppe Pellicanò, chiesto ergastolo per l’esplosione del palazzo in cui morì la ex

Giuseppe Pellicanò, chiesto ergastolo per l'esplosione del palazzo in cui morì la exMILANO – Rischia l‘ergastolo Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario accusato di strage e devastazione per avere provocato, il 12 giugno scorso, l’esplosione della palazzina in via Brioschi a Milano in cui morirono la ex compagna, Micaela Masella, e una coppia di giovani fidanzati marchigiani vicini di casa.

Il pubblico ministero ha chiesto il carcere a vita per l’imputato, che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Nella sua requisitoria, il pm ha chiesto al giudice di non considerare la perizia in cui si conclude che l’uomo è affetto da vizio parziale di mente.

Nell’esplosione, nel giugno di un anno fa, morirono anche una coppia di giovani fidanzati marchigiani vicini di casa, e le sue due figliolette di Pellicanò e Masella rimasero gravemente ustionate.

Secondo il pm l’imputato “ha continuato a dire tante bugie per rimanere impunito” e durante lo scoppio “si è protetto” con un materasso “ma non ha protetto sua figlia minore che era di fianco a lui”. Il pubblico ministero ha chiesto il carcere a vita per l’uomo sostenendo che “non merita alcuna attenuante in quanto non è un infermo mentale”.

I nonni delle figlie di Pellicanò e Masella hanno chiesto un risarcimento da 350mila euro ciascuno, mentre il padre del vicino di casa, Riccardo Maglianesi, ha chiesto 500 mila euro.

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