Blitz quotidiano
powered by aruba

Gratteri minacciato? “Siamo poliziotti”, erano incappucciati

Nicola Gratteri vive a Reggio Calabria dove è procuratore della Repubblica. A casa del figlio che vive a Messina suonano e dicono "Polizia", quando apre non c'è nessuno ma vede nelle scale due incappucciati

MESSINA – Nicola Gratteri, pm anti ndrangheta, oggetto di un atto di intimidazione trasversale? Uomini incappucciati spacciatisi come poliziotti su e giù per le scale del figlio di Nicola Gratteri? Per avvisarlo di che?  Alla maniera della mafia, bersaglio della intimidazione non sarebbe lo stesso Nicola Gratteri, che è procuratore della Repubblica a Reggio Calabria, ma il figlio, che vive a Messina perché lì frequenta l’università.

Riferisce l’agenzia Ansa, con molta cautela, che la polizia di Messina

“sta indagando su un presunto episodio intimidatorio che riguarda il figlio del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. Secondo il ragazzo che abita in un edificio vicino all’Università di Messina dove studia, qualcuno avrebbe suonato al campanello del suo appartamento presentandosi come poliziotti: ma dal pianerottolo il ragazzo avrebbe poi notato due persone incappucciate scendere le scale dal piano sopra al suo”.

Gratteri, magistrato senza peli sulla lingua che era nel cuore di una parte della sinistra come ministro della Giustizia e che è stato anche autore di proposte un po’ oscurantiste un po’ giuste e mirate ai suoi colleghi magistrati in materia di intercettazioni, è uno dei magistrati maggiormente esposti nella lotta alla ‘ndrangheta con specifico riferimento al traffico di stupefacenti.

A quanto riferisce il Secolo XIX di Genova, si tratta di

“un episodio sul quale gli inquirenti hanno subito avviato un’indagine per capirne il significato: il fatto è andato in scena a Messina, nei confronti del figlio del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. Secondo quanto ricostruito sulla base delle dichiarazioni del giovane, ignoti hanno suonato al campanello dell’alloggio dove vive il ragazzo dicendo di essere poliziotti, ma dopo un po’, quando il giovane si è affacciato sul pianerottolo non vedendo arrivare nessuno, ha notato due persone incappucciate scendere le scale dal piano di sopra al suo.

Il giovane ha avvertito la polizia, che ha avviato le indagini, ed il padre che in quei giorni si trovava all’estero”.


PER SAPERNE DI PIU'