Cronaca Italia

Incendio Pomezia, indagato ad Antonio Buongiovanni. Procura: “Non è doloso”

Incendio Pomezia, indagato ad Antonio Buongiovanni. Procura: "Non è doloso"

Incendio Pomezia, indagato ad Antonio Buongiovanni. Procura: “Non è doloso”

ROMA – L‘incendio dell’Eco X a Pomezia non è stato doloso. La Procura di Velletri ha aperto un fascicolo sul rogo dell’azienda che ha causato la nube tossica che ha coinvolto 21 Comuni il 5 maggio scorso e ha iscritto nel registro degli indagati l’ad di Eco X, Antonio Buongiovanni. L’accusa per l’uomo è di incendio e inquinamento colposo. A innescare il rogo, secondo la Procura, potrebbe essere stato un mozzicone di sigaretta.

A rispondere dell’accaduto potrebbe essere dunque Buongiovanni, dato che dai primi accertamenti degli inquirenti è risultato che la Eco X di Pomezia era già stata sanzionata nel 2012 per irregolarità con le certificazioni antincendio. Francesco Prete, procuratore capo di Velletri, ha dichiarato:

“Allo stato non ci sono elementi per parlare di incendio doloso. Le cause del rogo sono ancora ignote ma è stato accertato che l’innesco è avvenuto all’esterno dei due capannoni in una zona in cui era accatastata un ingente quantità di rifiuti”.

L’incendio si è sviluppato tra le 8.05 e le 8.10 del mattino di venerdì 5 maggio, quando l’azienda era già operativa e alcuni operai hanno tentato anche di spegnere le fiamme con l’acqua. Le indagini per accertare le esatte cause del rogo che ha devastato la Eco X proseguono da parte del Noe.

Giovedì 11 maggio la Procura ha diramato una notifica di garanzia a Buongiovanni, che è indagato per inquinamento ambientale colposo ed incendio colposo. L’informazione di garanzia è stata notificata all’amministratore unico della Eco Servizi per l’Ambiente, società alla quale è stato affittato un ramo d’azienda della Eco X, in sede di sequestro della documentazione amministrativa relativa alla certificazione antincendio e delle autorizzazioni rilasciate per l’attività dell’azienda.

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