Cronaca Italia

laria Naldini indagata per omicidio colposo: ha lasciato in auto sua figlia che è morta

AREZZO – È indagata per omicidio colposo Ilaria Naldini, la mamma di 38 anni di Terranuova Bracciolini (Arezzo) che mercoledì 7 giugno ha dimenticato in auto la figlia di sedici mesi, che è morta dopo sei ore nell’abitacolo surriscaldato della Lancia Y parcheggiata sotto il sole davanti al Comune di Castelfranco di Sopra dove la donna lavora. Il pubblico ministero ha escluso l’ipotesi d’accusa di abbandono di minore non avendo rilevato, dalla ricostruzione dei fatti, alcun dolo nell’operato della donna.

Venerdì 9 giugno all’ospedale valdarnese della Gruccia sarà effettuata l’autopsia sul corpicino della piccola Tamara per capire le esatte cause della morte, anche se, stando ai sanitari che hanno cercato di rianimare la bambina, è quasi scontato che sia passata dal sonno alla morte. Il suo cuore si sarebbe fermato a causa dello stress provocato dall’alta temperatura all’interno dell’abitacolo della Y10 dove si trovava.

La madre, dipendente comunale, mercoledì è stata ascoltata dai carabinieri e dal magistrato fino a sera, in presenza del marito Adriano Rossi. Durante l’interrogatorio gli inquirenti hanno ricostruito, in particolare, gli attimi fatali che avrebbero portato la donna a dimenticare la bambina (unica figlia della coppia) in auto anziché accompagnarla al nido.

La mamma di Tamara avrebbe confermato di essere stata convinta di aver portato la piccola al nido. Ma qualcosa, nella ripetizione quotidiana di quel gesto, è andata storta. Così la donna ha raggiunto in auto il suo posto di lavoro, ha parcheggiato la macchina e si è dimenticata della bimba. E al suo ritorno l’ha trovata morta.

San raffaele

Nessuno si era accorto di niente fino a quando l’urlo disperato della mamma che l’ha trovata ha attirato l’attenzione dei passanti e di chi abita nella zona. Un “urlo straziante” per chiedere aiuto, dice chi lo ha udito fin da dentro le case che si affacciano sulla piazza del Comune.

La donna si sarebbe accorta, o ‘ricordata’, della presenza della bimba quando, messasi al posto di guida, ha ingranato la retromarcia: uno sguardo indietro per uscire dal parcheggio e ha visto il corpicino sul sedile.

Subito è scattato l’allarme: alcuni passanti, prima ancora dell’arrivo dei sanitari del 118, hanno provato a rianimarla con un defibrillatore in dotazione al Comune, ma inutilmente. La giornata era calda e l’auto parcheggiata in pieno sole: in un giorno in cui la temperatura esterna raggiunge i 30 gradi all’interno di un’auto si arriva rapidamente a 54, una temperatura insopportabile anche per un adulto.

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