Cronaca Italia

Fabbrica botti Capodanno a casa, uno esplode. Perde le mani

Leggiuno: fabbrica botti Capodanno, uno esplode. E' grave

Leggiuno: fabbrica botti Capodanno, uno esplode. E’ grave (foto di repertorio Ansa)

LEGGIUNO (VARESE) – Stava costruendo i botti per Capodanno ma qualcosa è andato storto e nell’esplosione è rimasto gravemente ferito; rischia di morire e ha perso entrambe le mani. Un ragazzo di 22 anni è stato ricoverato in gravi condizioni per le ferite riportate in seguito all’esplosione della polvere da sparo con cui stava tentando di costruire un fuoco d’artificio nello scantinato di casa, a Leggiuno, in provincia di Varese. Il giovane è stato trasportato all’ospedale di Varese in elisoccorso privo di coscienza.

E’ stato trasportato in elicottero al centro grandi ustionati di Niguarda il ventiduenne di origine sudamericana che è stato travolto da un’esplosione nella sua mansarda. Secondo quanto scrive l’Ansa il giovane stava manovrando della polvere da sparo e alcune miscele chimiche quando il composto è esploso. La deflagrazione, oltre ad aver divelto la porta della stanza dove il ragazzo si trovava, lo ha scaraventato in aria e poi a terra. Ha perso entrambe le mani, è rimasto ferito seriamente a un occhio e ha riportato ustioni su tutto il corpo. Trasportato privo di coscienza in elisoccorso all’ospedale di Varese, è stato stabilizzato. Date le sue condizioni critiche è stato deciso il trasferimento al Niguarda. Sono intervenuti i carabinieri di Luino (Varese) che si occupano delle indagini, unitamente ai vigili del fuoco di Varese. In ausilio è arrivato anche il Nucleo Artificieri dell’Arma di Milano, allo scopo di analizzare le miscele ritrovate sul posto di cui si ignora al momento la provenienza. La polvere da sparo trovata in casa era stata invece legalmente acquistata.

Botti vietati in tutta Italia per l’emergenza smog.

Tutto questo è avvenuto mentre l’Italia oppressa dallo smog e in attesa di una pioggia che non arriva da settimane vivrà un Capodanno senza ‘botti’. Decine le ordinanze emesse dai Comuni per vietare i fuochi d’artificio che normalmente in tutto il mondo salutano l’anno nuovo. Se è da escludere un provvedimento a livello nazionale, comunque da Nord a Sud in moltissime città l’unico ‘botto’ potrà essere quello del tappo della bottiglia di spumante o champagne.

Da Aosta ad Agrigento, da Venezia a Palermo, passando per San Giorgio a Cremano e La Maddalena, niente spettacoli pirotecnici ma neanche petardi casalinghi per il passaggio dal 2015 al 2016 in moltissimi Comuni. La questione è stata anche citata nella conferenza stampa di oggi del premier Matteo Renzi. “Vi auguro un 2016 scoppiettante ma provvedimenti contro i botti – ha detto il Presidente del Consiglio – non li ho mai fatti. Non vedo i vigili urbani impegnati a bloccarli. Rispetto chi li fa, io non li faccio. Ma comunque ma non mi pare notizia chiave…”, ha commentato.

Tra i motivi che hanno spinto molti sindaci ad emanare già l’ordinanza anti-botti non ci sono solo le anomale condizioni climatiche e la volontà di non contribuire ulteriormente all’inquinamento ma anche un’attenzione al benessere degli animali che nei festeggiamenti di fine anno sono in particolare sofferenza. Le ordinanze dei sindaci, che si moltiplicano di ora in ora, non frenano il mercato nero e anche oggi sono state diverse le operazioni di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri per sequestrare botti illegali.

Nel Napoletano, da sempre ‘patria’ dei fuochi d’artificio e dove comunque i botti ammessi dalla legge non verranno fermati, sono stati sequestrati oggi circa 15 quintali di fuochi pirotecnici illegali; un uomo di 55 anni è stato arrestato a Napoli per detenzione di artifici pirotecnici e manufatti illegali. Altre cinque persone sono state arrestate e due denunciate dai carabinieri nell’area di Torre del Greco. Ma anche a Parma la Guardia di Finanza ha sequestrato quasi 16 milioni di prodotti pirotecnici pronti per essere immessi in commercio sul mercato italiano ed europeo benché privi dei requisiti minimi di sicurezza e di conformità. Singolare poi il caso di Reggio Emilia: l’assessore alla sicurezza, Natalia Maramotti, ha ricevuto una lettera anonima di minacce per non aver emesso l’ordinanza contro i botti di fine anno.

Ad Aosta invece il divieto non si limita ai fuochi d’artificio ma nell’ordinanza comunale è stato esteso anche alla distribuzione e vendita di contenitori in vetro per bevande tra le 22 del 31 dicembre e le 2 del primo gennaio. Per coloro che invece potranno far scoppiare miccette e girandole, grazie alla tolleranza del proprio sindaco, la Croce Rossa ha stilato una lista di alcune semplici regole da adottare per evitare che la festa di Capodanno si trasformi in incidenti e si concluda, come spesso accade, al pronto soccorso dell’ospedale più vicino.

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