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Luigi Lusi condannato in appello. Un anno in meno di carcere

ROMA – Un anno in meno di carcere per Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita accusato di essersi appropriato di oltre 20 milioni di euro del partito. Lo ha deciso la Corte di appello di Roma che ha inflitto all’ex senatore 7 anni di reclusione invece degli 8 in primo grado. La riduzione è legata alla prescrizione di due episodi di appropriazione. Riduzioni anche per i commercialisti Mario Montecchia (3 anni) e Giovanni Sebastio (2 anni) e per la segretaria di Lusi, Diana Ferri (10 mesi).

L’accusa per tutti era quella di concorso in appropriazione indebita attraverso la sottrazione dalle casse della Margherita di fondi che annualmente venivano riconosciuti alle compagini politiche. Con la loro sentenza i giudici della Corte d’Appello hanno anche disposto la confisca dei beni già sequestrati nel corso dell’istruttoria del processo di primo grado.

La sentenza conferma che parte della condanna subita da Lusi si riferisce ad una accusa di calunnia mossa dall’ex cassiere a Francesco Rutelli. Lusi, infatti, dopo l’arresto e durante gli interrogatori fece alcuni nomi, tra cui quello dell’ex leader della Margherita, sostenendo che fossero informati delle sottrazioni di soldi dalle casse del partito. Da qui la denuncia di Rutelli.

La Corte ha invece negato confermando la decisione presa già in primo grado di condannare Lusi anche per una accusa di associazione a delinquere legata all’appropriazione indebita dei fondi del sodalizio.


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