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Mauro Agrosì, poliziotto uccide moglie e figlie: “Meglio morte che orfane”

GENOVA – Ha sparato alla moglie e alle figlie alle 7 del mattino, mentre ancora dormivano. Poi si è sparato, non prima di lasciare una lettera idealmente rivolta alle  sue vittime, appena uccise. Il cui contenuto si può sintetizzare così: meglio morte che orfane (e vedova).

Mauro Agrosì, poliziotto di Genova, avrebbe accumulato debiti di gioco: il poliziotto infatti, secondo quanto emerso dalle indagini, era un giocatore compulsivo di lotterie istantanee ma i debiti accumulati non sarebbero stati tali, secondo gli inquirenti, da giustificare quanto successo.

Per questo gli agenti della squadra mobile stanno interrogando familiari, amici e colleghi dell’uomo e della moglie per cercare di ricostruire la vita della coppia. Nella lettera che Agrosì ha lasciato prima della strage tra l’altro, l’uomo si è rivolto a figlie e moglie: “Non vi voglio lasciare senza padre e senza marito. Per questo vi porto con me”.

Nella lettera Mauro Agrosì ha scritto di essere alle prese con “problemi insormontabili”. L’uomo ha ucciso moglie e figlie nel sonno. Per non fare sentire i colpi di pistola ha coperto l’arma con un cuscino, ottenendo un effetto silenziatore. Lavorava nel sesto reparto mobile di Bolzaneto come tecnico dei computer perché da anni aveva scelto, partecipando e superando un concorso, di non rivestire più ruoli operativi. I colleghi del reparto mobile lo descrivono come una persona equilibrata che non aveva mai mostrati atteggiamenti che potessero lasciar presagire quanto ha fatto.


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