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Medici, cambia responsabilità: colpa grave, tempo 5 anni…

ROMA – Se un paziente ritiene di essere stato lesionato dal proprio medico o da un operatore sanitario, avrà tempo 5 anni per denunciarlo. Ma l’onere della prova spetta a lui: vuol dire che ha 5 anni di tempo per presentarsi in tribunale con le prove delle proprie accuse. E’ quanto previsto dalla riforma sulla responsabilità professionale, approvata giovedì 28 dicembre alla Camera con 307 sì, 84 no e 12 astenuti. Il testo passa ora al Senato. Contro hanno votato Si e M5s.

La principale novità riguarda appunto l’introduzione nel codice penale di un reato specifico: il reato sanitario per il quale cambia la colpa. Il medico o l’operatore sanitario la cui imperizia determini la morte o la lesione personale dell’assistito risponderà solo per colpa grave, che è esclusa quando, salvo le rilevanti specificità del caso concreto, sono rispettate le buone pratiche cliniche assistenziali e le raccomandazioni previste da linee guida.

Il testo, di iniziativa parlamentare, disciplina diversi temi: la sicurezza delle cure e il rischio sanitario, la responsabilità dell’esercente della professione sanitaria e della struttura sanitaria pubblica o privata, le modalità e caratteristiche dei procedimenti giudiziari sulla responsabilità sanitaria, l’obbligo di assicurazione e l’istituzione del Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria.

Viene poi prevista l’obbligatorietà di assicurazione per tutte le strutture pubbliche e private, così come un’azione di rivalsa nei confronti del professionista, una volta che egli venga condannato per dolo ma anche per colpa grave. Vengono quindi disciplinate le modalità di rivalsa: perché, spiega il relatore Federico Gelli (Pd) “è estremamente corretto che se il professionista ha sbagliato paghi”.

Arriva anche un rafforzamento della obbligatorietà della conciliazione, in modo da alleggerire il carico giudiziario ma anche a beneficio del danneggiato e del professionista, che potranno chiarire le loro rispettive posizioni senza dovere per forza avviare un contenzioso legale. Il soggetto danneggiato potrà esercitare una azione diretta nei confronti dell’impresa di assicurazione della struttura sanitaria o dell’assicurazione del libero professionista; si attiva un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria e si istituisce l’Osservatorio nazionale per la sicurezza in sanità.

L’ultimo dei 14 articoli della proposta di legge approvata a Montecitorio cerca di mettere ordine nel ginepraio determinato oggi dalla nomina di consulenti tecnici d’ufficio, dei consulenti tecnici di parte e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria, fissando per i periti paletti certi rispetto alla competenza ed all’esperienza richiesta.