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Novara, litiga con la moglie e la uccide a coltellate

NOVARA – Litiga con la moglie e la uccide a coltellate. E’ accaduto ieri pomeriggio, 22 luglio, nel centro di Novara. I due, lei italiana di 41 anni e lui tunisino di 28, in via di separazione, con i due figli di lei affidati a una comunità e assenti al momento dell’omicidio, hanno cominciato a litigare su una panchina davanti alla loro abitazione, una casa popolare in corso Cavour, poi la situazione è degenerata. Urlando, la coppia ha iniziato a salire le scale del palazzo per rincasare, ma all’improvviso, su un rampa, lui, Bilel Ilahi, ha estratto un coltello e ha colpito lei più volte. La donna, Gisella Purpura, seguita dai servizi sociali, alle spalle una vicenda di truffe informatiche per la quale era finita a giudizio in questi giorni, ha avuto la forza di scendere di nuovo in strada, nell’affollato corso pedonale, per chiedere aiuto.

Le ferite, però, erano troppo gravi: la donna, crollata davanti alle vetrine di H&M davanti a decine di passanti che hanno tentato invano di soccorrerla, è morta all’arrivo dell’ambulanza. Sul posto anche la polizia, che ha subito arrestato l’uomo.

Un delitto annunciato: secondo le prime testimonianze raccolte tra i vicini, i due litigavano spesso, anche in modo talmente violento da rendere necessario l’intervento della polizia. “Non passava giorno senza che litigassero – racconta il vicino di casa, al terzo piano di via Cavour – ogni volta era sempre peggio. Le forze dell’ordine sono dovute intervenire spesso per riportare la calma, ma non c’era niente da fare. Ero sicuro che prima o poi sarebbe accaduto qualcosa di grave”. Un quadro reso ancora più difficile, dicono gli investigatori, dall’abuso di droga e alcool. L’uomo, piccoli precedenti penali alle spalle, è stato fermato agli agenti nell’appartamento. A uccidere la moglie, secondo un primo esame medico-legale, è stata una coltellata al torace.

Bilel era stato arrestato la scorsa ed era da poco tornato libero. Qualche giorno fa l’uomo, probabilmente dopo l’ennesimo litigio con la vittima, aveva dato in escandescenze e, direttosi verso la stazione ferroviaria, a poche centinaia di metri dalla casa popolare di corso Cavour della coppia, aveva danneggiato una serie di auto in sosta. Era stato arrestato dagli agenti delle volanti per resistenza, lesioni aggravate a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato e continuato. Poco dopo era però tornato in libertà e, una volta a casa, i litigi con la moglie sono ripresi.

Le indagini sulla truffa informatica in cui era stata coinvolta la vittima, riporta Repubblica, erano state condotte dalla polizia postale nel 2010 e avevano portato proprio all’appartamento in cui i due vivevano e in cui oggi è avvenuto l’omicidio. In questi giorni era iniziato il processo. Tutto era partito dopo la denuncia di una delle persone truffate: dal suo conto erano spariti 6500 euro. Dalle indagini si scoprirono molti altri raggiri identici.


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