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Nuvola di Fuksas, dopo 8 anni (4 di stop) e 400 mln, è pronta

ROMA – Nuvola di Fuksas, dopo 8 anni (4 di stop) e 400 mln, è pronta. La conclusione dei lavori della Nuvola, il centro congressi nel quartiere romano dell’Eur, è attesa per fine 2016. L’annuncio è stato dato in una nota dal presidente di Eur spa, Roberto Diacetti, parlando anche del recupero delle ex Torri delle Finanze che diventeranno il nuovo quartier generale di Telecom tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017.

“Il nuovo quartier generale di Telecom Italia – spiega Diacetti – unitamente al completamento dei lavori, attesi per la fine dello stesso 2016, dell’attiguo Nuovo Centro Congressi ‘la Nuvola’, consolideranno questo quadrante come city cittadina, potenziandone il ruolo di business district all’avanguardia a livello internazionale”.

“Il 2016 – conclude il presidente – sarà dunque un anno di rilancio per l’Eur, la cui sfida è dal 2017 quella di diventare leader nel mercato mondiale del turismo congressuale. Naturalmente la conferma che, dalla fine di questo 2016, di fronte al Centro Congressi firmato da Massimiliano Fuksas vi sarà un edificio moderno, sede di una delle più importanti società, anziché dei ruderi urbani, non può che accogliere il nostro favore”.

Rampelli, FdI: “Nuvola opera cannibale, ha divorato 400 mln”. “Renzi non sa di cosa parla, come spesso gli capita. La Nuvola di Fuksas è un’opera cannibale: ha divorato oltre 400 mln di euro, ha portato al fallimento l’Eur Spa che per chiudere questo orrore è stata costretta a vendere, a mio giudizio illegittimamente, alcuni suoi gioielli razionalisti”. Così in una nota il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Fabio Rampelli.

“La Nuvola – aggiunge – continuerà a divorare i nostri soldi perché decine di milioni di euro dovranno essere spesi per parcheggi e infrastrutture di cui Renzi non parla. Produrrà ancora debiti per almeno anni e costringerà alla vendita di altri palazzi di pregio. Nel frattempo il ‘fenomeno dell’incompiutismo’ si allarga a macchia d’olio. Ponti, strade, dighe e infrastrutture di interesse nazionale, iniziate e mai portate a termine ci costano 4 miliardi, e altri 1,4 costerebbe completarli. I dati sono imbarazzanti: in Italia le opere incompiute sono oggi a quota 868. Un record dello spreco tra cui svetta la Città dello sport di Tor Vergata a Roma, costata finora ai cittadini oltre 607 milioni di euro per essere una cattedrale nel deserto”.