Cronaca Italia

Omicidio Tiziana Pavani, il killer cercava su Google: “Come si u****e una persona”

Omicidio Tiziana Pavani, il killer cercava su Google: "Come si u****e una persona"

Omicidio Tiziana Pavani, il killer cercava su Google: “Come si u****e una persona”

ROMA – Il killer di Tiziana Pavani cercava su Google: “Come si u****e una persona“. E’ quanto emerso dalle indagini sul delitto consumatosi lo scorso 13 gennaio a Baggio, alla periferia di Milano. Tiziana, segretaria d’asilo di 55 anni, fu u****a a bottigliate e trovata nel suo letto con la testa fracassata. Reo confesso dell’omicidio, Luca Raimondo Marcarelli, tossicodipendente di 32 anni e amante della vittima, disse ai pm di aver avuto “un attimo di schizzo”. Ma secondo l’accusa sarebbe stato un omicidio premeditato.

Il destino di Tiziana Pavani era segnato da giorni. Da quando Marcarelli aveva cominciato le sue macabre ricerche su internet. Secondo quanto riportato da Cristina Bassi sul Giornale, agli atti dell’inchiesta ci sarebbero i seguenti link: “Come far svenire una persona”, “41 modi per far svenire una donna”, “Come avviene la morte per colpo in testa?”, “Muore sbattendo la testa. Esce sangue?”. E ancora: “Potete dirmi 10 modi per uccidere una persona?”, “4 modi per stendere qualcuno con un colpo solo”.

Come si siano incrociati i destini della donna e dell’uomo, lo ha raccontato lo stesso omicida agli investigatori: “L’ho conosciuta sul social network Badoo e tramite amicizie comuni. La frequentavo uno o due weekend al mese – ha ricostruito – I rapporti erano di amicizia e anche di s***o occasionale. Lei mi aveva trovato anche un lavoro presso una ditta di pulizie. Sono salito da lei alle 18:30-18:35″. Poi il presunto movente: “Le avevo prestato 2.450 euro. Solo io ho fatto uso di cocaina. Sono in cura al Sert da quattro o cinque mesi a causa di un tentativo di suicidio. Sono stato anche ricoverato in psichiatria”. “Mi è venuto un attimo di schizzo – ha detto spiegando di aver assunto durante la serata 2 grammi di cocaina – ho preso una bottiglia e l’ho colpita mentre lei stava dormendo”.

Già al momento del fermo l’uomo rivelò diversi dettagli che lasciavano intuire l’aggravante della premeditazione: “Prima mi ero levato i vestiti per non sporcarmi. Ero rimasto in mutande. L’ho colpita tre volte con una bottiglia presa in cucina, con la mano destra. Con il primo colpo lei ha aperto gli occhi ma non si è nemmeno resa conto”. Tiziana è stata finita con un cuscino in faccia.

Gli agenti sono arrivati a lui quando hanno saputo che in passato la Pavani lo aveva soccorso in preda a un malore dovuto alla droga. Incrociando le informazioni del 118 hanno ottenuto il nome. A incastrarlo sono state le immagini delle telecamere del bancomat che lo hanno immortalato con le stesse scarpe e gli stessi pantaloni che indossava al momento dell’interrogatorio. A quel punto è crollato e ha confessato.

Gli inquirenti stanno cercando anche una collocazione giuridica per il tentativo di far esplodere l’abitazione della Pavani (potrebbe essere strage). “Prima di uscire ho aperto il gas del piano cottura – ha raccontato Marcarelli – La seconda manopola da destra che corrisponde al fornello piccolo anteriore. L’idea era quella di cancellare le prove con l’incendio della casa. Il mio cervello in quel momento era completamente in pappa”. Ha infine preso la tessera bancomat dalla borsetta della donna, ha fatto un prelievo di 500 euro e ha speso tutti i soldi il giorno dopo “in gratta e vinci, birra, slot-machine e un paio di ricariche del telefono”.

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