Cronaca Italia

Padova, attacco hacker in azienda: virus informatico manda a casa 650 dipendenti

Padova, attacco hacker in azienda: virus informatico manda a casa 650 dipendenti

Padova, attacco hacker in azienda: virus informatico manda a casa 650 dipendenti

PADOVA – Un attacco hacker ad una azienda ha mandato a casa tutti e 650 i dipendenti. Gli hacker hanno infettato con un virus informatico i sistemi dell’azienda di Padova e Pordenone, paralizzando gli stabilimenti del Gruppo Maschio Gaspardo. E così i 400 dipendenti delle fabbriche di Campodarsego e Cadoneghe e i 250 di Morsano al Tagliamento sono tornati a casa.

Il quotidiano Il Messaggero scrive che i tecnici informatici del gruppo hanno lavorato per fronteggiare l’attacco hacker messo a segno nel pomeriggio di martedì 27 giugno, con il virus che ha infettato tutti i pc degli stabilimenti:

“Secondo gli esperti potrebbe non essere Petya, come asserito in un primo tempo, ma un ransomware totalmente nuovo. Il focolaio è rintracciabile in Ucraina, poi si è propagato in diversi paesi. Tra questi c’è l’Italia, che al momento sembrerebbe proprio tra i più colpiti. E il caso Maschio Gaspardo a Nordest è quello più eclatante.

A poco più di 24 ore, si inizia così a comporre il quadro del massiccio attacco hacker che si è insinuato anche nella centrale di Chernobyl. Secondo i ricercatori di Eset, specializzata in sicurezza digitale, il focolaio dell’epidemia è rintracciabile in MeDoc, un software di contabilità usato in molte aziende in Ucraina, tra cui istituzioni, aeroporti e metropolitane.

Come si legge nel messaggio in inglese che compare sulle schermate dei computer infetti, il virus disattiva i computer, rendendo inaccessibile i file, con tanto di richiesta di riscatto di 300 dollari in bitcoin per pulire il pc e riottenere i dati del proprio computer.

«Sono state fermate tutte le linee produttive regolate dai computer e che l’attacco degli hacker hanno reso inservibili spiega il responsabile dell’ufficio stampa della Maschio Gaspardo I tecnici informatici interni all’azienda sono al lavoro e prevedono di riuscire a ripristinare i computer entro lunedì. Ma fino a quel giorno la produzione resterà ferma». Da Pordenone spiegano che «sono stati disattivati precauzionalmente alcuni sistemi informatici, per valutare la situazione e programmare un pronto ripristino di tutte le funzionalità».

Secondo le statistiche di Eset, attualmente l’Italia – con il 10% delle rilevazioni – è il secondo paese più colpito, preceduto solo dall’Ucraina (78%)”.

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