Cronaca Italia

Padova, mamma in coma dopo il parto: due anestesiste indagate

Padova, mamma in coma dopo il parto: due anestesiste indagate

Padova, mamma in coma dopo il parto: due anestesiste indagate

PADOVA – Da quasi un anno una donna padovana di 35 anni è ridotta allo stato vegetativo. Non ha mai avuto la possibilità di conoscere il suo bambino perché è costretta a vivere attaccata a un respiratore in un istituto proprio dal momento in cui ha dato alla luce suo figlio.

Tutto è accaduto il 28 aprile del 2016. La giovane donna era stata ricoverata qualche giorno prima nel reparto di Ostetricia dell’ospedale civile di Padova per prepararsi a un intervento con cui le avrebbero agevolato il parto. Da ragazzina aveva infatti subito una lesione alla trachea dalla quale erano derivati dei problemi respiratori. Ma, come ricostruisce il Gazzettino, la notte prima dell’operazione la donna ha avuto una crisi respiratoria. Gli infermieri hanno avvertito le due anestesiste di turno che invece di farle una tracheostomia per aiutarla a respirare hanno deciso di metterle la maschera dell’ossigeno e l’hanno portata in sala parto per far nascere il bambino.

Solo dopo il parto alla donna è stato praticato il taglio della trachea per farla respirare. Ma era troppo tardi: i venti minuti passati tra l’allarme e la tracheostomia sono stati fatali secondo il professore Carlo Moreschi di Udine, incaricato dal pm di esaminare le cartelle cliniche della mamma padovana. Secondo il medico sarebbe bastato intervenite d’urgenza per evitare che la donna rimanesse senza ossigeno al cervello per venti minuti. Per questo ha riportato un danno cerebrale irreversibile.

Per quanto accaduto sono finite nei guai le due anestesiste, di 61 e 56 anni, in servizio all’Azienda ospedaliera di Padova. Cooperazione in lesioni colpose aggravate è l’accusa che muove loro il pubblico ministero Francesco Tonon che aveva avviato l’inchiesta dopo l’esposto denuncia del papà e dal marito della donna.

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