Blitz quotidiano
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Pordenone, madre e figlio morti nel lago: omicidio-suicidio?

PORDENONE – La donna che è finita con la sua auto nel lago della Burida, a Pordenone, si sarebbe gettata volutamente, portando con sé il suo figlio più piccolo di 5 anni, trovato esanime dai soccorritori, ancora immobilizzato dalla cintura nel sedile posteriore del mezzo.

Si chiamava Cristina Furlan, 35 anni, ed ha posto fine alla sua esistenza e a quella del suo bimbo. La donna, sposata, lascia il marito e un altro figlio, di 9 anni, che ieri, 13 maggio, al momento dell’accaduto era a scuola. Una tragica vicenda che, già dalle prime ore, era parsa ai soccorritori e i carabinieri non un incidente ma il gesto estremo e volontario di una persona disperata.

Un testimone oculare infatti aveva riferito di aver scorto “un’auto che si lanciava in retromarcia nella Burida”, ipotesi confermata dopo il recupero dei corpi e la ricostruzione della dinamica del fatto. Dalle prime indiscrezioni emerse, infatti, sembra che all’origine del folle gesto vi sia una sindrome depressiva di cui la donna avrebbe sofferto dopo aver perso il lavoro. La Procura di Pordenone che si sta occupando del caso ha disposto l’esame autoptico sui due cadaveri.

 


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