Blitz quotidiano
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Rapita e picchiata perché accusata di fare il malocchio

CESENA – L’hanno aggredita e massacrata di botte perché l’accusavano di aver lanciato il malocchio. Vittima una donna di 30 anni, residente a Cesena. Il misfatto è avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 quando la donna, dopo le botte e le minacce al padre e al fidanzato, è stata sequestrata dai suoi aggressori e portata in un casolare di campagna dove si è consumato il pestaggio. La banda era composta da quattro persone (tre originari di Taranto e uno di Bologna) tutti appartenenti alla stessa famiglia: arrestati.

La sera del 13 aprile sono andati a minacciarla a casa e l’hanno costretta a salire in auto con loro. La destinazione era un casolare di campagna dove la donna è stata costretta a bere una bottiglia intera di acqua bollente come rito purificatorio, ustionandole la bocca. La vittima si è poi salvata inventando una sorta di rito per togliere il malocchio all’artefice di questa storia, una 22enne che credeva di essere stata colpita da qualche sortilegio.

I carabinieri di Cesena hanno poi arrestato tutti e quattro gli aggressori che nei giorni successivi avevano nuovamente aggredito i familiari della vittima accusata di non avere tolto il malocchio. In manette sono finiti K.T., 22enne residente a Bologna e presunta vittima della fattura, suo padre R.L.T., originario di Taranto, il fidanzato di lei, A.B., 42enne, e il fratello della ragazza, T.T., 24 anni.

I quattro dovranno rispondere di sequestro di persona, furto in abitazione aggravato, violazione di domicilio aggravata, lesioni personali volontarie, violenza privata, minaccia grave e porto abusivo di arma. Ora sono in carcere a Forlì.