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Roberta Ragusa, Antonio Logli accusato di aver falsificato firma moglie

PISA – Antonio Logli, insieme al padre Valdemaro, avrebbe falsificato la firma di Roberta Ragusa per consentire l’operatività dell’autoscuola di famiglia, di cui la donna scomparsa da oltre 4 anni era contitolare. Logli è accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere proprio per la scomparsa della moglie e la notizia dell’ulteriore guaio giudiziario è riportata dal quotidiano Il Tirreno. Secondo il pm Giancarlo Dominijanni, che coordina le indagini, l’autore o gli autori delle firme ritenute false sono il marito Antonio Logli, la cui responsabilità sarebbe quella di aver firmato per conto della moglie una serie di documenti indispensabili per mandare avanti l’autoscuola e gestire i rapporti con i clienti, e, come socio dell’azienda, anche suo padre Valdemaro.

L’accusa è quella di falso materiale. Mercoledì agenti della polizia stradale e guardia di finanza hanno effettuato una perquisizione presso gli uffici dell’autoscuola, che si trova nello stesso complesso immobiliare di proprietà dei Logli dove c’è anche la casa nella quale viveva Roberta Ragusa insieme al marito e ai figli prima di svanire nel nulla la notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012. Per quella vicenda Logli tornerà nuovamente davanti al gup, Elsa Iadaresta, il prossimo 18 novembre.

Antonio mi disse che Roberta voleva il divorzio“. Sono le parole di Sara Calzolaio, la giovane amante di Logli.

A pubblicare nuove clamorose indiscrezioni riguardanti il caso è il settimanale Giallo che riporta alcuni stralci dell’interrogatorio della Calzolaio. La donna fu sentita dagli inquirenti il 16 gennaio 2012, quattro giorni dopo la misteriosa scomparsa di Roberta Ragusa. Queste le sue parole:

“La circostanza delle vacanze a Capoliveri, che mi avete contestato, non l’ho riferita prima perché volevo coprire Antonio, perché gli voglio bene – ha ammesso – Mi parlava del difficile rapporto coniugale, che si trascinava ormai da tempo, tanto che io, visto che la nostra relazione non aveva senso in questo modo, decisi circa due mesi fa, ossia prima dell’ultima vacanza a Capoliveri, di lasciarlo. Ma a distanza di circa una settimana, sentendo la sua mancanza, ho riallacciato di nuovo un rapporto sentimentale”

Sara Calzolaio è un fiume in piena e parla apertamente ai carabinieri rivelando un particolare fondamentale:

 “Soprattutto in quest’ultimo periodo, Logli mi riferiva che la moglie aveva in animo, poiché manifestatogli apertamente, di divorziare a seguito delle scarse attenzioni che l’uomo le riservava. Lui mi sembrava piuttosto rassegnato a questa situazione, tanto che mi disse che, non appena separatosi, avremmo potuto vivere in serenità la nostra storia d’amore”.

Ancor prima che Roberta sparisse per sempre, Logli aveva dunque confidato all’amante che la moglie voleva divorziare e che non appena avesse lasciato Roberta, loro due sarebbero potuti andare a vivere insieme. Promessa che avrebbe poi mantenuto pochi giorni dopo la scomparsa della moglie, con l’immediato trasferimento di Sara nella villa in cui aveva sempre abitato Roberta.

Parole che, secondo gli inquirenti, dimostrerebbero che Logli fosse assolutamente consapevole che Roberta non sarebbe mai più tornata. L’uomo comparirà il prossimo 18 novembre dinanzi al Gup Elsa Iadaresta. La nuova udienza preliminare è stata fissata dopo l’accoglimento dei ricorsi di procura e parti civile contro la sentenza di non luogo a procedere pronunciata dal Gup, Giuseppe Laghezza.