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Roma, Antonino Drago “era vittima di nonnismo”. 8 indagati per la morte

ROMA – Un caso archiviato troppo in fretta come suicidio. Una testimonianza riapre il caso. L’inchiesta sul decesso di Antonino “Tony” Drago, il caporale siracusano di 25 anni trovato morto nel cortile della caserma Sabatini di Roma due anni fa, fa un balzo in avanti.

Il pm Alberto Galanti, scrive Michela Allegri sul Messaggero di Roma,

ha indagato 8 persone per concorso colposo in delitto doloso commesso da soggetti per il momento ignoti. «Era stato vittima di episodi di nonnismo», ha infatti dichiarato un amico di Tony. E la circostanza è stata ritenuta credibile. Il sospetto è che il giovane non si sia tolto la vita, come inizialmente ipotizzato, ma sia stato indotto al suicidio o, addirittura, assassinato.

Per questo motivo, il magistrato ha indagato i superiori gerarchici di Drago, accusati di non aver vigilato su quanto avveniva in caserma. Gli autori delle vessazioni o di una possibile aggressione fatale, invece, sono in corso di identificazione.

Questa iscrizione nasce dalla testimonianza di un amico del 25enne Drago, che ha riferito agli inquirenti che “Drago era vittima di nonnismo”. Il pubblico ministero si è quindi mosso sulla convinzione che l’uomo non si fosse suicidato, ma anzi fosse stato indotto al suicidio o, peggio, assassinato.

Sono in corso di identificazione i possibili autori del nonnismo nei confronti di Drago, mentre sono indagati anche i superiori del miltare, colpevoli, secondo il pm, di non aver vigilato abbastanza sulla questione.

 


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