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Brescia, scabbia a scuola: studenti non entrano in aula

BRESCIA – Gli studenti di una scuola superiore di Brescia si sono rifiutati di entrare a scuola dopo che alcuni compagni malati di scabbia sono arrivati in classe. La storia arriva dall’istituto cittadino Sraffa, dove cinque alunni hanno contratto la scabbia e continuato a frequentare la scuola fino a quando i sintomi e i segni non sono diventati evidenti. La mattina del 1° aprile allora una parte degli studenti si è rifiutata di entrare, temendo per la propria salute e inscenando una protesta.

Sono in totale cinque gli allievi contagiati, 4 ragazzine e un ragazzino che frequentano il primo anno presso l’istituto, scrive il Corriere di Brescia:

“A cinque studenti del primo anno dell’Istituto Sraffa di via Comboni, Brescia, è stata diagnosticata la scabbia, malattia contagiosa della pelle che guarisce con relativa facilità entro 48 ore. Tutti resteranno a casa fino alla sconfitta della malattia, si tratta di pochi giorni. La vicenda, riportata dal Giornale di Brescia, vede come protagonisti quattro ragazze e un loro compagno di scuola, tutti italiani che si frequentano abitualmente. Proprio la loro amicizia sarebbe la causa della malattia, che si trasmette venendo a contatto con la pelle o gli indumenti della persona infetta.

Cos’è la scabbia?

Niente allarmi: seppur molto contagiosa la scabbia guarisce facilmente. L’agente infettivo è un acaro, il Sarcoptes Scabiei, che si riproduce a 37 gradi e vive sotto la pelle o in ambienti dove gli uomini stazionano a lungo e con la stessa temperatura. Coperte, lenzuola, vestiti, insomma. Il primo contagio avviene per scarsa igiene, e la diffusione venendo appunto a contatto con la pelle o gli indumenti degli infetti. I sintomi: il parassita si annida sotto la pelle e provoca prurito intenso che si accentua di notte, per guarire bastano pomate ad hoc e, entro pochi giorni, il parassita viene sconfitto. Nel caso di un infezione che riguarda gli alunni di una scuola, i ragazzi possono tornare tra i banchi in un tempo compreso tra le 24 e le 48 ore dalla fine della malattia”.


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