Cronaca Italia

Stadio Roma pronto entro 2019-2020: sarà versione light, cosa cambia

ROMA – Via le torri. Meno cemento. Meno cubature. Lo stadio della Roma si farà, ma in versione più light rispetto al progetto originale. Se non ci dovessero ostacoli amministrativi o burocratici nell’approvazione del progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle, sarà pronto tra il 2019-2020.

Dopo il malore e il rientro in Campidoglio, Virginia Raggi annuncia infatti l’accordo per realizzare lo stadio della Roma a Tor di valle. Una svolta a sorpresa rivendicata come un grande successo dalla sindaca M5S: “via le torri”, i grattacieli Libeskind, e un taglio delle cubature di circa la metà sul progetto originario, che prevedeva quasi un milione di metri cubi di cemento; opere pubbliche che restano ma divise in due fasi di realizzazione.

Un’intesa raggiunta dopo una riunione rinviata per ore per il problema di salute di Raggi, che costringe la sindaca ad accertamenti in ospedale, e poi anche per un incontro con la sua maggioranza. Quindi l’annuncio con il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni, che parla di “giornata storica”. “Oggi inizia un nuovo capitolo”, afferma il presidente Usa giallorosso James Pallotta. Il Colosseo moderno tanto voluto da Francesco Totti e James Pallotta quindi si fara’. “Uno stadio fatto bene”, il tweet della Raggi, subito rilanciato da Beppe Grillo, che pure aveva detto ‘no’ a Tor di Valle.

“Tre torri eliminate; cubature dimezzate, addirittura il 60% in meno per la parte relativa al Business Park – scrive Raggi su Facebook -; abbiamo elevato gli standard di costruzione a classe A4, la più alta al mondo; mettiamo in sicurezza il quartiere di Decima che non sarà più soggetto ad allagamenti; realizzeremo una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido. Abbiamo rivoluzionato il progetto e lo abbiamo trasformato in una opportunità”, aggiunge la sindaca.

L’obiettivo del vertice era trovare un compromesso tra i proponenti – As Roma e il costruttore Luca Parnasi, proprietario dei terreni a Tor di Valle – e l’amministrazione M5S, su posizioni diverse, a sette giorni dalla scadenza del 3 marzo della Conferenza di servizi. L’intesa c’è, a placare la base ecologista M5S e i tanti tifosi romanisti che volevano uno stadio nuovo per la propria passione e le proprie ambizioni. Un gruppo si era riunito davanti al Campidoglio al grido di “Virginia famo sto stadio” e lo striscione di sapore calcistico “Basta melina”. Basta temporeggiare, insomma.

 

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