Cronaca Italia

Firenze, indagati i due carabinieri. “Tracce biologiche dove vivono le ragazze”

Studentesse americane: "Violentate da due uomini in divisa". Indagati due carabinieri a Firenze

Studentesse americane: “Violentate da due uomini in divisa”. Indagati due carabinieri a Firenze

FIRENZE – Sono indagati per presunta violenza carnale i due carabinieri denunciati da due studentesse americane a Firenze per una presunta violenza subita dalle giovani nella notte tra il 6 e il 7 settembre. Le ragazze giovedì mattina avevano sporto denuncia in Questura e raccontato di essere state violentate da due militari in servizio.

I militari sono stati identificati e indagati. Sono due militari toscani, il primo poco più che trentenne, il secondo è un 45enne e le indagini saranno condotte dalla procura militare di Roma. Non sono stati ancora interrogati e nei loro confronti non è stato preso alcun provvedimento.

“Si aspetta il risultato del dna prelevato dai vestiti delle due studentesse”, spiegano gli investigatori. La sensazione è che i due carabinieri abbiano effettivamente dato un passaggio alle due studentesse che alle 2.30 di mercoledì erano uscite dalla discoteca entrambe in stato di ebbrezza e una di loro sotto l’effetto della cannabis. “Ci hanno offerto un passaggio, ci hanno accompagnato a casa in auto. Poi ci hanno violentato”, hanno raccontato le due ragazze in stato di choc alla polizia.

La procura ritiene che il racconto delle due giovani, ascoltate per tutta la notte, presentino elementi di fondatezza. Le studentesse sono state sentite fino a tarda notte, per chiarire alcuni punti e colmare alcune lacune presenti nel primo resoconto che avevano fornito a poche ore dal fatto.

Le due ragazze statunitensi hanno avuto recenti rapporti sessuali. Dopo la denuncia le due donne erano state accompagnate dalla polizia in ospedale per accertamenti. E’, tuttavia, da accertare se i rapporti sessuali siano o meno da ricondurre alla presunta violenza di cui affermano di essere state vittime. Nel corso delle indagini sono state repertate tracce biologiche sugli indumenti delle ragazze per confronti. Le presunte violenze sessuali sulle due ragazze sarebbero state commesse una nell’androne del palazzo in cui si trova l’appartamento delle due studentesse e l’altra nell’ascensore dello stesso immobile. Questa la ricostruzione che sarebbe emersa dal racconto delle ragazze: giunte a bordo dell’auto di servizio dell’Arma davanti alla loro abitazione, parcheggiata la vettura, uno dei carabinieri avrebbe abusato di una di esse subito dopo l’ingresso del portone e l’altro della seconda nella cabina dell’ascensore.

Ci sarebbero anche testimoni che hanno visto le due ragazze salire sull’auto di servizio dei carabinieri, davanti alla discoteca, e il percorso fino davanti l’abitazione delle due giovani statunitensi, nel centro di Firenze, sarebbe confermato anche dalle immagini di alcune telecamere di sorveglianza. Le due studentesse, a Firenze da qualche mese per seguire i corsi in una Accademia per stranieri, hanno confermato la loro versione. Ascoltate separatamente, hanno confermato le loro accuse e fornito una versione non contraddittoria, al momento al vaglio degli investigatori, concorde con quella data in prima istanza.

Intanto il console generale Usa a Firenze, Benjamin Wohlauer, ha incontrato il questore di Firenze Alberto Intini stamani in questura. Il colloquio tra il diplomatico ed il questore è durato poco meno di un’ora ed il console ha lasciato la questura senza fare dichiarazioni.

Interviene anche il dipartimento di Stato Usa: “Prendiamo queste accuse molto seriamente”, dice all’ANSA il dipartimento di Stato Usa.

“Gli accertamenti sono ancora in corso, ma risulta una qualche fondatezza rispetto alle accuse che vengono mosse”: lo ha detto a Milano il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, sulla presunta violenza. “Si tratterebbe – ha aggiunto durante ‘Il Tempo delle Donne’ -, e il condizionale è d’obbligo, di un episodio gravissimo. Lo stupro è sempre grave, ma è di gravità inaudita se commesso da carabinieri in uniforme”.

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