Cronaca Italia

Stupro centro accoglienza Bergamo, la donna: “Penso che volesse uccidermi”

Stupro centro accoglienza Bergamo, la donna: "Penso che volesse uccidermi"

Stupro centro accoglienza Bergamo, la donna: “Penso che volesse uccidermi”

BERGAMO – “Penso che volesse uccidermi”, sono le parole dell’operatrice del centro di accoglienza di Fontanella (Bergamo) violentata da un profugo la scorsa settimana. In ospedale con una prognosi di 30 giorni, ha dovuto ripercorrere quella mattina per forza di cose, per permettere alle indagini dei Carabinieri di fare il loro corso. Cioè di mettere in carcere il ventenne che l’aveva seguita fino al bagno, nella zona vietata agli ospiti del centro “Terra promessa”. Il pm Davide Palmieri ha chiesto la convalida del fermo e che il giovane della Sierra Leone rimanga in cella. L’accusa è violenza sessuale e lesioni.

Come scrive Giuliana Ubbiali per Il Corriere della Sera:

Il giorno prima della violenza l’educatrice si era accorta che il ragazzo aveva cercato sul web un video pornografico e ne aveva parlato con gli altri operatori della cooperativa per cui lavora. L’aveva potuto vedere perché si era avvicinato a lei con un tablet, aveva perso la connessione e voleva che il wi-fi tornasse a funzionare. La mattina dopo, quella dell’aggressione, lo aveva notato in cortile con gli occhi sul tablet. Ma nulla di più.

Se l’è ritrovato qualche ora dopo sulla soglia del bagno annunciato da passi che l’hanno fatta tremare. Lì gli ospiti non possono andare. «Cosa vuoi?», gli ha chiesto in inglese. Lui le è saltato addosso, l’ha spinta contro la doccia, ha tentato di baciarla, le ha messo le mani al collo senza lasciarle fino a quando non è riuscita a divincolarsi. La ragazza è scappata in un sottoscala vicino ma lui l’ha raggiunta. L’ha spinta a terra. «Aiuto, aiuto», ha urlato lei prima di perdere i sensi. Quando si è ripresa era in braccio a uno dei due migranti che avevano sfondato la porta. Un africano del Mali che l’ha rivestita e adagiata sul letto.

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