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Tangenti in Marina a Taranto. Sul web: “Indagate anche a La Spezia”

LA SPEZIA – A Taranto l’inchiesta su un presunto giro di tangenti alla Marina Militare ha portato a nuovi arresti, due anni dopo i primi fermi. E qualcuno sul web scrive: “Indagate anche a La Spezia”. Le “voci” della rete sono riportate da Sandra Coggio sul Secolo XIX.

Il quotidiano ligure ricorda come molte delle inchieste che hanno coinvolto la Marina abbiano lambito anche la cittadina delle Cinque Terre. Come quella sulle presunte “spese folli” del capo di stato maggiore, l‘ammiraglio Giuseppe De Giorgi. 

E adesso tocca La Spezia l’inchiesta di Taranto, nata dalla denuncia di una società che era stanca di pagare un pizzo del 10 per cento ad ogni appalto della Marina, sostiene l’accusa. L’imprenditore che ha denunciato, ed è fallito dopo essere stato estromesso dalle gare, sostiene che la “tassa” del 10% di tangente fosse una prassi che arrivava dai superiori, riferisce Coggio sul Secolo XIX, domandandosi:

È inevitabile chiedersi se sia possibile che “la prassi” degli ufficiali corrotti valesse solo quando erano a Taranto: specie se è vero quel che dice l’accusa, che il sistema era “imposto” dai vertici. Possibile che il vizietto del pizzo sia stato sempre e solo tarantino?

A Taranto, secondo la tesi dell’accusa, i militari chiedevano il pizzo a botte da 2.500 euro per volta, come il contenuto della busta che aveva in mano il capitano di vascello Giovanni Di Guardo quando è stato arrestato, settimana scorsa, a casa dell’imprenditore Vincenzo Pastore, entrambi arrestati.

Tra gli altri finiti in manette il quotidiano ligure elenca l’ex comandante di Maricommi Taranto, Roberto La Gioia, 45 anni, i capitani Alessandro Dore e Giovanni Caso, e Attilio Vecchi, 54 anni, Riccardo Di Donna, 45, Marco Boccadamo, 50, Giovanni Cusmano, 47, Giuseppe Coroneo, 46, il luogotenente Antonio Summa, 53 anni, e il dipendente civile Leandro De Benedictis, 55.

Anche l’ufficiale Fabrizio Germani è stato arrestato. Lui e Di Guardo, scrive Il Secolo XIX, sono molto conosciuti a La Spezia. Di Guardo è stato per anni alla base navale locale, e si è occupato proprio di gare e appalti. Germani è proprio spezzino, e ha avuto incarichi sia qui sia a Taranto. Alla base navale spezzina dirigeva il commissariato della Marina.

Ma a La Spezia è conosciuta anche il tenente di vascello Francesca Mola, 31 anni, arrestata domenica 18 settembre, che già a La Spezia, prima che a Taranto, collaborava con Di Guardo.

Insomma, tra Taranto e La Spezia ci sono diverse cose in comune, come sottolinea Coggio sul Secolo XIX, che però ammette:

Certo: qui, nessuna ditta ha mai denunciato niente. Nessun malcostume. Fatto sta: in Rete ci sono post in cui di militari e civili della Difesa, che scrivono che “ci sia da indagare anche alla Spezia”, e raccontano anche presunti episodi di malcostume. Come il sottocapo di poppa, che “di notte vedeva sbarcare impunemente le provviste migliori, imbarcate di giorno”. E “al parcheggio, vedeva solo automobili di grossa cilindrata”. Si tratta solo di leoni da tastiera?


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