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Terremoto Centro Italia: almeno 247 morti. In centinaia sotto le macerie

ROMA – Si continua a scavare tra le macerie anche di notte, alla luce delle lampade, nei paesi colpiti dal terremoto di mercoledì notte: centinaia di persone mancano all’appello, persone che potrebbero essere ancora vive, e allora non c’è tempo da perdere. Si scava ad Amatrice, ad Accumoli, a Pescara del Tronto, i piccoli Comuni del Centro Italia colpiti dal terremoto che ha squassato queste terre con una prima, forte, scossa alle 3:36 del 24 agosto, e poi moltissime scosse minori.

Ci sono almeno 247 vittime, 106 nella provincia di Rieti e 53 nella provincia di Ascoli, e 368 i feriti. Amatrice (Rieti), uno dei Comuni più colpiti, è diviso letteralmente in due dalle macerie e i soccorritori depositano le salme in due punti distinti: a nord e a sud del paese.

Devastato anche il Comune di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno), dove ci sono enormi crepe nell’asfalto, case sbriciolate, carcasse d’auto. I morti accertati sono più di venti, ma il bilancio è destinato ad aggravarsi: “Da mezzogiorno troviamo solo cadaveri”, ha detto un ragazzo della protezione civile esausto. “Qui è peggio dell’Aquila”, ha aggiunto un altro volontario attonito, reduce del sisma che ha devastato il capoluogo abruzzese.

La scossa è stata sentita, fortissima, anche a Roma e addirittura a Napoli. Un’altra scossa è seguita 5 minuti dopo (magnitudo 5.4) e a pochi chilometri di distanza, più vicina a Norcia, dove sono registrati danni e ad Amatrice, con un ipocentro più in profondità, a 7 chilometri. Sono registrati numerosi crolli di edifici. Altre tre scosse sono seguite poco dopo. Si registrano forti danni a Castelluccio di Norcia. I viglili del fuoco parlano di danni anche a Gualdo e Mogliano nel Maceratese.

Il maggior numero di danni si registra nella zona di Amatrice, nella parte settentrionale della provincia di Rieti che in questo periodo ospita molti turisti. Nelle Marche il sisma ha provocato crolli “a macchia di leopardo” in tre province: Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. I danni maggiori si registrano ad Arquata del Tronto e Pescara del Tronto (Ascoli), e ad Amandola (Fermo), dove è caduto un cornicione dell’ospedale Mogliano e Gualdo (Macerata).

“Ad Amatrice il paese non esiste più”, ha detto all’Ansa il sindaco della cittadina Sergio Pirozzi, secondo il quale ci sarebbero ancora numerosi dispersi. “I soccorritori stanno facendo il massimo, tirano ancora gente viva da sotto le macerie – ha aggiunto Pirozzi -, ma il bilancio dei morti peggiorerà sicuramente”. Il sindaco si trova ora nella parte meridionale di Amatrice, dove si lavora senza sosta tra le case distrutte.

La scossa è stata avvertita chiaramente anche in tutta Roma, non solo nei piani alti degli edifici. Molte persone sono scese in strada. Alla prima scossa, che ha fatto oscillare con evidenza i lampadari, ne sono seguite almeno altre due più leggere. Poi alle 4:33 una scossa molto più forte, quasi quanto la prima, ma più breve: 6 secondi rispetto ai 14 di quella iniziale. Al momento a Roma non vengono segnalati danni e il 115 invita a seguire le notizie sul web e in tv. La prima scossa è stata sentita in quasi tutta l’Italia centrale innescando chiamate ai centralini delle forze dell’ordine. La zona dell’epicentro è considerata ad alto rischio sismico. Il capo del Dipartimento della protezione civile Fabrizio Curcio ha convocato il Comitato operativo dopo la scossa di terremoto.

 

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