Cronaca Italia

Terremoto, funerali Amatrice. Vescovo: “A uccidere sono opere dell’uomo”

Terremoto, funerali Amatrice. Vescovo: "A uccidere sono opere dell'uomo"

Terremoto, funerali Amatrice. Vescovo: “A uccidere sono opere dell’uomo”

AMATRICE (RIETI) – Otto minuti per leggere i nomi di tutti i morti del terremoto di Amatrice. E’ iniziato sotto una pioggia battente, nella cittadina reatina, il funerale delle vittime del sisma. “Il terremoto non u****e. Uccidono le opere dell’uomo!”, ha detto il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nell’omelia.

Dio non può essere utilizzato come il capro espiatorio – ha detto il vescovo nella sua breve ma intensa omelia -. Al contrario, si invita a guardare in quell’unica direzione come possibile salvezza. In realtà, la domanda ‘Dov’ è Dio?’ non va posta dopo, ma va posta prima e comunque sempre per interpretare la vita e la morte”.

Come pure, ha proseguito, “va evitato di accontentarsi di risposte patetiche e al limite della superstizione. Come quando si invoca il destino, la sfortuna, la coincidenza impressionante delle circostanze”.

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“A dire il vero: il terremoto ha altrove la sua genesi! I terremoti esistono da quando esiste la terra e l’uomo non era neppure un agglomerato di cellule”, ha detto ancora mons. Pompili. “I paesaggi che vediamo e che ci stupiscono per la loro bellezza sono dovuti alla sequenza dei terremoti. Le montagne si sono originate da questi eventi e racchiudono in loro l’elemento essenziale per la vita dell’uomo: l’acqua dolce. Senza terremoti non esisterebbero dunque le montagne e forse neppure l’uomo e le altre forme di vita”, ha aggiunto.

La ricostruzione non dev’essere “una ‘querelle politica’ o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi”. E ancora: “Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta”, ha detto ancora Pompili.

(foto Ansa).

 

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