Blitz quotidiano
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Terrorismo. In cellulari caricatura Obama e marines mutilati

BARI – La foto del presidente degli Stati Uniti Barack Obama sotto forma di caricatura di un asino è stata trovata in uno dei telefoni cellulari sequestrati dai Carabinieri ai presunti terroristi fermati a Bari su disposizione della Dda.

Secondo gli inquirenti si tratta di immagini che simboleggiano l’odio anti-occidentale, come la foto di uno degli indagati con il dito medio alzato verso la fotografia di Malala, premio Nobel per la Pace.

Ci sono ancora foto di marines americani con gli arti mutilati, foto di musulmani convertiti al cristianesimo, un’altra con tre militari dell’esercito USA mentre posano con tre ragazze e un uomo di chiare origini medio-orientali corredata da una frase in arabo la cui traduzione è “Dio maledica le famiglie che autorizzano le loro figlie a lavorare con questi cani”.

La foto del presidente degli Stati Uniti Barack Obama sotto forma di caricatura di un asino è stata trovata in uno dei telefoni cellulari sequestrati dai Carabinieri ai presunti terroristi afghani fermati a Bari su disposizione della Dda.

Secondo gli inquirenti si tratta di immagini che simboleggiano l’odio anti-occidentale, come la foto di uno degli indagati con il dito medio alzato verso la fotografia di Malala, premio Nobel per la Pace.

Ci sono ancora foto di marines americani con gli arti mutilati, foto di musulmani convertiti al cristianesimo, un’altra con tre militari dell’esercito USA mentre posano con tre ragazze e un uomo di chiare origini medio-orientali corredata da una frase in arabo la cui traduzione è “Dio maledica le famiglie che autorizzano le loro figlie a lavorare con questi cani”.

Immagini di armi, di militanti talebani, file audio scaricati dal web con preghiere, proseliti e indottrinamenti di matrice islamica radicale, video con tributi ai parenti e amici detenuti nel campo di prigionia di Guantanamo sono altre immagini estrapolate dai telefoni dei cittadini afghani fermati a Bari per terrorismo internazionale.

“La cellula terroristica – si legge nel provvedimento di fermo – diffondeva l’ideologia violenta della guerra santa e le tecniche di combattimento, manuali operativi, manuali di fabbricazione di esplosivi, mediante lo strumento di internet. Il cospicuo materiale informatico era in pos degli afghani pronto per essere usato”.