Cronaca Italia

Umiliarono il figlio, mutande in bocca e cartello “sono sporco”: condannati

Umiliarono il figlio, mutande in bocca e cartello "sono sporco": condannati

Umiliarono il figlio, mutande in bocca e cartello “sono sporco”: condannati

TORINO – Per anni avrebbero maltrattato il figlio adottivo, facendogli anche indossare un cartello con la scritta “sono un bambino sporco”, e oggi sono stati condannati ad un anno e otto mesi di reclusione dal Tribunale a Torino.

Secondo l’accusa, che aveva chiesto per la coppia quattro anni di carcere, le vessazioni sul bimbo sarebbero state quotidiane. “Non si è trattato di un singolo episodio, di un singolo insulto, di una doccia fredda e delle mutande infilate in bocca per punirlo della pipì a letto. Ma di maltrattamenti continui”, aveva detto nel corso del processo il pubblico ministero. “Avrebbero dovuto prendersi cura di lui e invece gli hanno fatto del male come mai nessuno in vita sua. Lo hanno distrutto”, aveva aggiunto.

Non sono dello stesso parere, ovviamente, i genitori del bambino, con il loro avvocato che annuncia ricorso e parla di “una sentenza che non condividiamo e che impugneremo”. “Questa è una storia di un fallimento adottivo, non di violenze in famiglia, commenta l’avvocato Anna Ronfani, difensore della coppia con il legale Valerio D’Atri. Leggerò le motivazioni, che saranno molto complesse”.

Il giovane, che oggi ha 17 anni, è nato a Donetsk, in Ucraina. Quando aveva nove anni era stato affidato alle cure di una famiglia adottiva che vive in un paese della cintura torinese. Oggi vive in una comunità in seguito ad un provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Torino. Il giudice Antonio De Marchi ha anche condannato la coppia a una provvisionale di 20mila euro.

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