Cronaca Italia

Vesuvio e il rischio eruzione, esperti: “C’è il 30% di possibilità che sia devastante”

Vesuvio e il rischio eruzione, esperti: "C'è il 30% di possibilità che sia devastante"

Vesuvio e il rischio eruzione, esperti: “C’è il 30% di possibilità che sia devastante”

ROMA – Gli incendi che stanno colpendo la zona del Vesuvio, e la nube di fumo immensa che si innalza in alto, ha una somiglianza sinistra con la nube piroclastica tipica delle eruzioni. Le foto del vulcano in fiamme hanno tappezzato i social, e nei commenti dei cittadini campani c’è lo spettro dell’eruzione.

Il Vesuvio è il vulcano più monitorato e probabilmente più famoso del mondo, e in tutti questi anni, si legge sull’Huffington Post, sono stati analizzati e realizzati svariati pieni di evacuazione, tutti ritenuti insufficienti.

All’interno delle zone considerate ad altissimo rischio vivono oltre 700mila persone e si stima che le case abusive siano fra le 7 e le 10mila. Secondo l’ultimo piano, elaborato nell’ottobre del 2016, sarebbe possibile trasferirle in 72 ore dalle aree di attesa alle aree di incontro. Con 500 autobus e 4365 corse al giorno e 220 treni coinvolti, l’operazione di evacuazione somiglierebbe a quelle dei film apocalittici, una cosa mai vista prima.

Secondo i tecnici, la prossima eruzione del Vesuvio sarebbe “sub-plinana”, ovvero poco meno drammatica di quella descritta da Plinio il Giovane ne 79 d.C. che coinvolse Ercolano e Pompei. I calcoli danno questo scenario al 30% delle possibilità, un evento dalla potenzialità catastrofica. Per la Protezione Civile, stando alle simulazioni eseguite, “l’emissione esplosiva di ceneri e gas vulcanici che possono innalzarsi per 10-20 chilometri sopra la bocca del vulcano”. In un secondo momento la colonna eruttiva viene piegata dal vento e il materiale solido ricade al suolo.

Le conseguenze sono una pioggia intensa e duratura di cenere e lapilli e sempre secondo la Protezione Civile “la continua emissione di questo materiale può portare ad accumuli considerevoli di ceneri vulcaniche nel raggio di 10-15 chilometri dal vulcano. Spessori minori ma comunque importanti ai fini della pianificazione possono interessare un’area di 300-1.000 chilometri quadrati e distanze di 20-50 chilometri dal Vesuvio”.

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