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Vincenzo Paduano voglia di uccidere Sara? La seguiva con app

ROMA – Vincenzo Paduano aveva voglia di uccidere? O era solo ossessionato dalla gelosia per Sara Di Pietrantonio e voleva conoscere a menadito tutti i suoi spostamenti? Fatto sta che il ragazzo spiava la sua ex fidanzata tramite una app per smartphone, per la precisione Trova il mio iPhone, almeno stando a quello che scrive Martina Pennisi sul Corriere della Sera. Questo elemento, unito al fatto che Vincenzo aveva con sé una bottiglietta di alcol (è stato lo stesso ragazzo a confermarlo quando ha confessato) potrebbero contribuire a complicare non poco la sua posizione (in termini di possibile premeditazione dell’omicidio, premeditazione che peraltro è stata l’accusa formulata a suo carico).

Inoltre ci sarebbero stati sette giorni di silenzio tra i due prima del terribile omicidio. Vincenzo Paduano si era come eclissato per poi apparire sabato sera a casa di Sara. Dopo la ‘rottura’ con Vincenzo Paduano, Sara Di Pietrantonio ha continuato ad avere contatti soprattutto via sms con il suo ex. Dal ragazzo arrivavano sms di minacce ma la studentessa non aveva confidato a nessuno il tono dei messaggi ricevuti.

Spiega la Pennisi come avrebbe fatto il ragazzo a controllare Sara:

i due hanno avuto una relazione importante e a lui è bastato accedere a iCloud (la nuvola di Apple cui ci si registra quando si configura lo smartphone) con la password della fidanzata, se la conosceva. O, peggio, limitarsi a sfruttare la sua con cui avevano attivato l’iPhone di lei. Capita spesso nelle coppie o in famiglia. In entrambe le situazioni, una persona alle prese con una separazione complicata non può e non deve dimenticare le informazioni digitali in pos dell’ex. È come lasciargli le chiavi di casa. Senza dimenticare che iCloud porta in dote fotografie e messaggi: Vincenzo, oltre a rintracciare Sara quella disgraziata notte, può essere stato in grado di monitorare galleria di immagini e chat venendo a conoscenza di particolari della vita della ragazza che possono aver contribuito ad alimentare la sua rabbia.

Se, come hanno raccontato gli amici, Sara aveva già modificato parte delle sue abitudini e i suoi tragitti per sfuggire all’ex che non si rassegnava all’addio intervenire sullo smartphone era altrettanto importante: cambiare password, disattivare Trova il mio iPhone. Disattivare la condivisione della posizione in app come iMessage o Whatsapp. Spegnere la localizzazione del telefono. Il Gps è ormai un alleato prezioso e insostituibile, ma bisogna ricordarsi dell’importanza di sparire — completamente — in situazioni ambigue o pericolose.

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