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Amazon vuole ex centrali nucleari italiane per “server-farm”

ROMA – Amazon vuole ex centrali nucleari italiane per “server-farm”. Sarebbe un bel colpo per Amazon ma anche per l’Italia. Da Seattle bocche cucite, ma l’impegno e l’investimento sono sui tavoli di Jeff Bezos e di Enel: più difficile Montalto di Castro nel Lazio, più facile che ad essere acquistate siano le tre centrali dismesse in Piemonte, a partire da Trino Vercellese.

Il piano di Amazon è costituire proprio in quegli impianti una gigantesca “server-farm” per sviluppare il business del cloud pubblico (una “nuvola” digitale che raccolga tutti dati e contenuti degli utenti senza pesare sull’ware personale). Una azienda di medie dimensioni è disposta a pagare milioni per questo servizio, segnala Massimo Sideri sul Corriere della Sera per spiegare l’importanza dell’investimento.

Difficile quantificare, allo stato attuale, il valore dell’operazione, anche perché Amazon non lascia trapelare queste informazioni: se da Seattle dovesse arrivare il semaforo verde i siti potrebbero rendere all’Enel qualche milione ma a regime, considerando il costo dei data center, l’investimento complessivo potrebbe arrivare anche a centinaia di milioni, rendendolo uno dei più importanti fatti dalla società sul continente europeo. Dal tipo di investimento dipenderà anche la reazione delle comunità locali.

Non è esclusa, in un secondo momento, una joint venture con l’Enel, sia per l’eventuale gestione dell’energia (i server sono notoriamente energivori), sia per la fornitura dell’infrastruttura di banda ultralarga con Enel Open Fiber. Una gestione dei dati con una rete propria avrebbe vantaggi non tanto di costo, quanto di sicurezza, un tema fondamentale per le aziende che si devono fidare della gestione in outsorcing del proprio tesoro di informazioni. (Massimo Sideri, Corriere della Sera)

400 nuovi posti nel Polesine. Intanto è diventato operativo il polo logistico di Amazon nel Polesine, energie fresche per la sospirata crescita economica italiana e le relative ricadute occupazionali.

Sarebbe già cominciata la collaborazione tra lo stabilimento logistico Geodis e il colosso dell’e-commerce. Un rapporto che porterebbe in pochi mesi a 400 nuovi posti di lavoro e alla creazione di un polo di distribuzione per tutto il Nordest. Per ora le parti in causa negano o preferiscono la via del silenzio, manca a quanto pare manca solo l’ufficialità. Sarebbero già un centinaio infatti gli addetti alla logistica assunti tramite cooperativa per dare il via all’ampliamento dello stabilimento Geodis che si trova nell’area I3, tra Arquà e Villamarzana, a ridosso della Transpolesana. (Marco Belinello, Il Gazzettino.it)