Economia

Carige banca. Vittorio Malacalza convince il cda a sfiduciare l’ad Guido Bastianini

Carige banca. Vittorio Malacalza convince il cda a sfiduciare l'ad Guido Bastianini

Carige banca. Vittorio Malacalza convince il cda a sfiduciare l’ad Guido Bastianini

ROMA – Carige banca. Vittorio Malacalza convince il cda a sfiduciare l’ad Guido Bastianini. Il Cda di Carige ha sfiduciato all’assemblea del 9 giugno l’ad Guido Bastianini, come aveva chiesto il primo azionista Vittorio Malacalza. La lettera di sfiducia presentata la scorsa settimana è stata approvata con 8 voti favorevoli e 4 contrari, un margine ampio come aveva chiesto Malacalza, che aveva minacciato altrimenti di lasciare gli incarichi di vicepresidente e amministratore.

I voti favorevoli sarebbero stati espressi non solo dai componenti della lista Malacalza (7 escludendo lo stesso Bastianini) ma anche da uno o più dei consiglieri delle liste di minoranza che fanno riferimento alla cordata Spinelli-Volpi (3 consiglieri), a Assogestioni (1) e a Coop Liguria (1). La banca in una nota scrive che la revoca delle deleghe a Bastianini è arrivata “a maggioranza” ma non specifica l’articolazione del voto. La stessa banca ha spiegato di avere deliberato “di attivare senza indugio tutte le azioni dirette alla definizione del nuovo assetto di governance”.

Nell’attesa del nuovo Ad, che dovrebbe arrivare a breve, potrebbe essere nominato un comitato di gestione per non interrompere “l’attuazione del piano strategico” che prevede un aumento di capitale e la cessione dei crediti deteriorati. Tra i nomi che circolano sul successore di Bastianini ci sono quelli di Marina Natale, ex Unicredit, e di Francesco Iorio, ex Pop di Vicenza. La rottura tra il primo azionista Vittorio Malacalza e l’ad Guido Bastianini è stata provocata da una completa divergenza di vedute sulla gestione della uscita dalla crisi della banca.

In particolare le mancate comunicazioni dell’ad al Cda su richieste della vigilanza per un aumento di capitale fino a 600 milioni, secondo quanto denunciato da Malacalza. Inoltre, l’ad è accusato di avere deliberato in ritardo la cessione della prima tranche dei crediti deteriorati e senza informare i consiglieri sui costi e sui rischi. E’ stata contestata all’ad anche la scelta di convertire il bond di Generali portata in Cda senza chiarimenti.

Cinquantanove anni, toscano di Gavorrano in provincia di Grosseto, Bastianini era stato chiamato da Malacalza al timone di Carige nell’aprile dell’anno scorso, dopo la plateale “cacciata” degli allora vertici Piero Montani e Cesare Castelbarco Albani. Al suo fianco il primo azionista aveva voluto l’ex presidente della Corte Costituzionale Giuseppe Tesauro: un «presidente di garanzia», come lo aveva definito lo stesso Malacalza, un uomo-simbolo con il tacito incarico di difendere l’immagine della banca dalla bufera giudiziaria che aveva portato all’arresto di Giovanni Berneschi. (Il Secolo XIX)

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