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Equitalia scompare, la cartella resta. E i dipendenti…

ROMA – Equitalia scompare, la cartella resta. E i dipendenti… Una maggiore integrazione del ‘braccio operativo’ della riscossione con l’Agenzia delle Entrate. Sarebbe questa la direzione che sta esplorando il governo per fare in modo che Equitalia “non arrivi al 2018″, come annunciato dal premier Matteo Renzi. Un processo che sarebbe comunque di là da venire e che potrebbe essere solo impostato in estate, quando dovrebbe arrivare il decreto di riordino delle Agenzie fiscali previsto dalla delega di riforma della pubblica amministrazione. Una riforma, insomma, che non è “imminente”, dicono sia nella maggioranza sia nel governo, spiegando però che quello di un ‘volto amico’ del fisco nei confronti dei cittadini sia uno dei ‘pallini’ del premier.

Per procedere a una maggiore integrazione tra accertamento e riscossione si guarderebbe anche alla possibilità di riportare Equitalia interamente sotto l’Agenzia (attualmente è una società partecipata al 51% dalle Entrate e al 49% dall’Inps). Questa via però si scontrerebbe con la diversa natura dei due istituti. I dipendenti di Equitalia, infatti, non hanno il contratto della P.a. e trasformare tuot court i contratti sarebbe di difficile realizzazione giuridica, visto che i dipendenti della pubblica amministrazione vanno selezionati per concorso pubblico.

A sentire gli addetti ai lavori non cambierà granché, nella sostanza: cancellare Equitalia naturalmente non significa cancellare le cartelle esattoriali tanto antipatiche agli italiani, migliorare la situazione debitoria di chi ha multe e sanzioni arretrate, o ridurre il carico fiscale […]

Resterebbe però da risolvere il problema degli 8mila dipendenti di Equitalia: oggi sono pagati sulla base del contratto degli esattoriali/bancari, se dovessero essere trasferiti all’Agenzia delle Entrate (dove peraltro si entra per concorso pubblico) dovrebbero passare al meno remunerativo comparto del pubblico impiego. I sindacati già promettono battaglia. (Roberto Giovannini, La Stampa)

Dopo l’operazione di avvicinamento dell’Agenzia delle Entrate ai contribuenti, attivata con il 730 precompilato e con le misure per facilitare la compliance, cioè l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, si guarderebbe ora nella stessa ottica anche all’ente di riscossione, che rimane ancora ‘bestia nera’ nell’immaginario collettivo. In realtà anche Equitalia ha già iniziato, intensificando gli sforzi con la nuova guida di Ernesto Maria Ruffini, a cambiare approccio nei confronti dei cittadini richiamati a pagare quanto dovuto al fisco.

Sia attraverso una modernizzazione della macchina della riscossione, puntando sul digitale, sia attraverso una riorganizzazione interna che partirà già da luglio quando scompariranno le vecchie Equitalia Nord, Centro e Sud e ci sarà un unico servizio di riscossione nazionale che porterà, fanno notare dall’agenzia, anche un “profondo taglio dei costi”. Le iniziative già messe in campo sono comunque numerose, dagli orari lunghi degli sportelli al ‘cruscotto unico’ che consente agli operatori di gestire pratiche e dare informazioni anche al di là del territorio di competenza alla corsia preferenziale per gli over 65. Senza contare il test che si sta operando in tre città (Firenze, Varese e Lecce) dell’invio in contemporanea della cartella e dei moduli per attivare direttamente la rateizzazione.