Economia

Evasione fiscale 111 mld e cresce. Autonomi 59%, dipendenti 4%

Evasione fiscale 111 mld e cresce. Autonomi 59%, dipendenti 4%

Evasione fiscale 111 mld e cresce. Autonomi 59%, dipendenti 4% (foto Ansa)

ROMA – Evasione fiscale e contributiva, tasse e contributi non pagati: quanti e quali sono in una relazione al Parlamento. Bilancio e tendenza degli ultimi tre anni: la quantità assoluta di tasse e contributi evasi è in crescita. L’ultimo dato stimato parla di 111 miliardi di euro non pagati da chi non doveva pagare. Erano 108 all’ultima stima.

E chi non paga? Un po’ tutti: aziende, negozi, famiglie. Nelle famiglie diffusissimo il nero per colf e badanti. Nelle botteghe, negozi e studi professionali diffusissimi gli introiti nascosti, infatti il lavoro autonomo è a quota 59% del monte evasioni (il lavoro dipendente per forza di cose, ritenuta alla fonte, non scala oltre quota 4 per cento ). Nelle aziende medio piccole diffusissima l’evasione dell’Iva, nei settori agricolo e della ristorazione e del turismo il pagamento dei contributi previdenziali è quasi una stravaganza.

Ecco cosa Enrico Giovannini, presidente della Commissione osservatorio sull’economia in nero ha riferito al Parlamento:

Dalle badanti alla bottega sotto casa, dalle costruzioni ai servizi per le imprese: questo tax gap oscilla tra il 20 e il 30%. Ed è particolarmente marcato proprio nei servizi alle famiglie, dove il sommerso è al 30%, per scendere poi al 26% nel commercio e nei pubblici esercizi, al 24% nelle costruzioni e al 20% nei servizi alle imprese. Nel solo 2014 emerge il buco di imposte pagate – rispetto al dovuto – si impenna quando in ballo ci sono i redditi del lavoro autonomo e d’impresa: per questa tipologia di Irpef il tax gap si attesta al 59%, mentre per il lavoro dipendente è al 4% e per l’Iva al 30%.

Se si considera il triennio 2012-2014, come riportava già alla fine dello scorso ottobre un aggiornamento della relazione di Giovannini, la propensione all’evasione è salita dal 23,6% al 24,8% e “i settori dove maggiore è l’evasione sono i settori a più bassa crescita di produttività”. L’economista ed ex ministro ha quindi spiegato che “l’Italia soffre di un problema di crescita della produttività da molti anni ed è evidente che nel momento in cui una impresa riesce ad andare avanti semplicemente attraverso l’evasione, ha molti meno incentivi a trovare una struttura più efficiente, ad investire, innovare, quindi l’evasione ha un ruolo molto importante in un generale grado di arretratezza del sistema economico”.

Quanto al recupero dell’evasione, che ha dato soddisfazione al Tesoro negli ultimi tempi, restano passi da gigante da fare. “Nel’attività di contrasto all’evasione viene fatto tantissimo, ma ci sono anche dei limiti fisici dovuti alle risorse disponibili”, ha commentato Giovannini a valle dei dati sottolineando che “circa 200 mila soggetti sono verificati annualmente, rispetto a quattro milioni di imprese” e ciò “mostra che c’è un limite fisico alla possibilità di indagini in loco”. Giovannini ha quindi spiegato che “la nuova agenzia per le attività ispettive ha messo insieme la parte Inps, Inail e Ministero del Lavoro” e inoltre “ci sono molti altri soggetti che fanno ispezione, è c’è dunque una possibilità di aumentare ulteriormente la efficienza nell’integrazione delle banchi dati tra soggetti non statali e soggetti statali che potrebbe aiutare a fare una migliore attività di contrasto” all’evasione.

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