Blitz quotidiano
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Pensioni, Fornero: “Anticipo costa troppo, aiutiamo giovani”

ROMA – Pensioni, Fornero: “Anticipo costa troppo, aiutiamo giovani”. Madre della contestatissima riforma delle pensioni (ma che farà risparmiare 30 miliardi l’anno per 15 anni) Elsa Fornero interviene sul tema della flessibilità in uscita, sulla staffetta generazionale, sulla generazione “perduta” dei nati negli anni ’80, sulla necessità di un reddito di cittadinanza, sull’errore di non … La sua intervista alla Stampa non mancherà di far discutere ancora e di attirarle nuove critiche (solo ieri Salvini ha liquidato la sua riforma come una “cagata pazzesca”).

“Pensioni anticipate? Troppo costose”. Un ritorno a un’uscita anticipata generalizzata sarebbe troppo costoso per i conti pubblici e pericolose per il debito pubblico. Se finanziate interamente con il metodo contributivo non ci sarebbe problema (“puoi andare prima in pensione, ma te lo paghi”), con il retributivo anche con una penalizzazione del 2/3% la differenza sempre a carico della fiscalità generale resta. Piuttosto, concede, si può fare un’eccezione per i lavoratori precoci che hanno fatto lavori usuranti, o per le lavoratrici estendendo opzione donna. Altre eccezioni non ne vede.

“Falso che mandare in pensione prima liberi posti di lavoro”. Le ragioni della cosiddetta staffetta generazionale sono inconsistenti, che si producano nuovi posti di lavoro anticipando l’uscita dal lavoro è un automatismo falso (lo attesta anche il presidente dell’Inps) Tito Boeri. Si tratta di “flessibilità previdenziale”, non altro che altro debito pubblico.

In pensione a 75 anni? Anche qui, rispondendo all’allarme lanciato dallo stesso Boeri sulla generazione perduta dei nati negli anni ’80 che vedrebbero la pensione a 75 anni suonati, Fornero dissente, spostando il cuore della questione dalle pensioni alla necessità inderogabile di creare occupazione, reddito, adesso, non un domani incerto. Semmai bisogna dirottare le risorse verso una forma di reddito di cittadinanza, qui e ora.

“A queste persone serve soprattutto un impiego, un reddito, delle tutele. Non certo presunte e fumose garanzie previdenziali tra 30 anni. Cominciamo piuttosto a parlare di reddito di cittadinanza, allora. Se uno ha una carriera di lavoro troppo discontinua, insufficiente, se fa davvero parte di una generazione perduta, di questo ha bisogno…

[…] Piuttosto che sprecare risorse per pensionamenti anticipati generalizzati, fatti salvi casi eccezionali, usiamole per rendere più convenienti le assunzioni. Di questo hanno davvero bisogno i giovani. (La Stampa)