Economia

Pensioni. Obiettivo giovani dell’era contributiva: due ipotesi per la minima di garanzia e la complementare

Pensioni. Obiettivo giovani dell'era contributiva: due ipotesi per la minima di garanzia e la complementare

Pensioni. Obiettivo giovani dell’era contributiva: due ipotesi per la minima di garanzia e la complementare

ROMA – Pensioni. Obiettivo giovani dell’era contributiva: due ipotesi per la minima di garanzia e la complementare. Si riapre domani il tavolo pensioni con le due ipotesi di intervento messe in campo dai tecnici di Tesoro e Presidenza del Consiglio da sottoporre ai sindacati: una riguarda un anticipo della futura pensione contributiva di garanzia dei giovani, l’altra mira a favorire l’adesione alla previdenza complementare con una messa a punto del meccanismo Rita (rendita integrativa temporanea anticipata).

Misure legate alla necessità di dare un sostegno previdenziale certo per i lavoratori giovani penalizzati dal sistema contributivo puro e dalla discontinuità attuale degli impieghi che riducono la dote contributiva di domani. I sindacati e parti della maggioranza spingono anche per rendere inapplicabile l’automatismo dell’innalzamento dell’età pensionabile alla speranza di vita.  Ma il nodo principale, come sempre, è quantificare la disponibilità finanziaria utile ad allargare il perimetro del pacchetto previdenziale da inserire nella manovra.

Il quadro sarà più chiaro il 20 settembre dopo la presentazione della Nota di aggiornamento del Def con cui, a meno di sorprese dell’ultima ora, saranno riviste al rialzo le stime del Pil per il prossimo anno. A quel punto si capirà quali saranno le risorse realmente utilizzabili. Intanto i tecnici lavorano a un’operazione in due tappe per la pensione minima di garanzia: un primo pacchetto di misure con funzione di “apripista” da inserire nella manovra autunnale e il vero intervento strutturale da far scattare la prossima legislatura. (Marco Rogari, Il Sole 24 Ore)

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