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Voucher: senza comunicazione multa fino 2.400 euro. La circolare

ROMA – Voucher: senza comunicazione multa fino 2.400 euro. La circolare. Gli imprenditori non agricoli e i professionisti che utilizzano i voucher per il lavoro accessorio devono dare comunicazione dell’utilizzo del lavoratore almeno 60 minuti prima dell’utilizzo della prestazione pena il pagamento di una sanzione amministrativa che va tra i 400 e i 2.400 euro per ogni lavoratore per il quale non è stata data comunicazione.

Lo precisa una circolare del ministero del Lavoro (leggi qui) che chiarisce le nuove norme sulla materia. La comunicazione va data alla sede territoriale dell’Ispettorato del lavoro, mediante sms o posta elettronica (prove da tenere in caso di controlli), i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, indicando, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione.

Gli imprenditori agricoli sono tenuti a comunicare i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni”. L’assenza anche della dichiarazione di inizio attività all’Inps, comporterà l’applicazione della maxisanzione per lavoro nero. Il personale ispettivo – spiega la circolare – “terrà invece in debito conto, in relazione alla attività di vigilanza sul rispetto dei nuovi obblighi, l’assenza di indicazioni operative nel periodo intercorso tra l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 185/2016 (sulle nuove regole per l’utilizzo dei voucher, ndr) e la presente circolare”.

“Si fa riserva – prosegue il ministero – comunque di fornire ulteriori indicazioni sulla disciplina sanzionatoria dopo un primo monitoraggio sulla applicazione delle nuove disposizioni. Con il citato decreto ministeriale, al termine quindi della creazione di una infrastruttura tecnologica in grado di semplificare il più possibile i nuovi obblighi di comunicazione, sarà inoltre possibile definire l’utilizzo del sistema di comunicazione tramite SMS ovvero introdurre ulteriori modalità applicative della disposizione”.