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Rai, Campo Dall’Orto non faccia la vittima, sfiduciato perché il suo piano non era un piano

Rai, Campo Dall'Orto non faccia la vittima, sfiduciato perché il suo piano non era un piano

Rai, Campo Dall’Orto non faccia la vittima, sfiduciato perché il suo piano non era un piano

ROMA – Rai, Campo Dall’Orto non faccia la vittima, sfiduciato perché il suo piano non era un piano. Franco Siddi replica a Antonio Campo Dall’Orto: il suo piano era inadeguato, non faccia la vittima, si chiamino le cose col loro nome. Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai sfiduciato dal Consiglio di Amministrazione lunedì, si è dato allo sport nazionale: fare la vittima e dare la colpa di tutto alla politica.

Siddi, consigliere di amministrazione che ha votato contro di lui, ex segretario del sindacato dei giornalisti (Fnsi), intervistato da Radio Radicale, replica con durezza tutta sarda.

È accaduto che è arrivata all’epilogo la discussione sul cosiddetto Piano dell’informazione e il Cda, nella sua stragrande maggioranza, ha ritenuto che non fosse un piano esaustivo, complessivo per l’informazione RAI così com’era era nelle aspettative. Il Cda ha provato più volte a delineare delle esigenze ma raramente è stato ascoltato né prima né dopo. Non è una questione di mera contrapposizione Cda-Dg, ma proprio di insufficienza di un piano che magari con un apporto diverso dagli organi di indirizzo avrebbe potuto trovare una sua completezza. Un piano che non conteneva nessun ragionamento sulla quadro dell’ informazione che deve assicurare la RAI come missione e che partendo quindi dal dato culturale poi affrontasse i temi tecnici organizzativi e di marketing quindi non fosse solo un piano di marketing […]

Ci siamo trovati davanti ad un piano definito tale che piano non è. Un piano che manca di qualsiasi capitolo sulla radio, sulla informazione per gli italiani all’estero, sulle sinergie editoriali reali che consentono di fare risparmio e ottimizzazione delle risorse professionali per garantire la copertura migliore di informazione in tutte le reti, compresa la piattaforma, un piano che non affronti il nodo cruciale dell’ informazione nelle reti nel tempo in cui c’è molta confusione tra le vecchie news che girano sui social e l’infotainment tipico che la televisione ha affermato in questi anni e che è in uno stato di crisi ma che spesso non consente di distinguere le informazioni da un genere di puro intrattenimento in cui capita di tutto.

Non è il piano dell’informazione, è un progetto, un documento con alcune cose significative nell’analisi, con qualche proposta significativa sul piano delle innovazioni tecnologiche e del marketing però è ben altra cosa da quello che ci si aspetta. Non esiste una battaglia tra innovatori e conservatori, dispiace che qualcuno rappresenti, anche dal vertice RAI, la questione come uno scontro tra la innovazione del D.G. e il conservatorismo di chissà chi, in nome peraltro della politica. Forse è il caso che si cominci a dare alle cose i nomi giusti anche se questi fanno meno titolo. (Franco Siddi intervistato da Radio Radicale)

Segue l’elenco degli errori tecnici, organizzativi, della gestione della Rai di Campo Dall’Orto, dai Tg ai rapporti con l’Anticorruzione. La politica c’entra poco. C’entra che Renzi non è stato capace a scegliere. Sarà un bravo politico ma si è rivelato un pessimo amministratore e statista.

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